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GIOVEDI

3

APRILE

JUST ONE NIGHT

Ingresso

Libero

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claptonAd oltre 30 anni dalla registrazione del cult album Just One Night - doppio live di Eric Clapton - la formazione guidata dal bassista Mick Brill ripropone i brani di questa pietra miliare della discografia di "Slow Hand".

Tulsa Time, After Midnight, Setting Me Up, Cocaine, Wonderful Tonight, Rambling On My Mind sono solo alcune delle canzoni più belle che verranno riproposte stasera, con quel caratteristico British Sound che distingue Clapton da tutti gli altri bluesmen... Una serata imperdibile!!!

GEORGE SIMS (chitarra), MICK BRILL (basso & voce), MARCO "POLLICINO" MAGNONI (chitarra), MARCO QUAGLIOZZI (keyboards), PIERO PIERANTOZZI (batteria)


EC official website - EC unofficial website - EC on Wikipedia

 

VENERDI

4

APRILE

MA' STEVEN BAND

Ingresso

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ma stevenLa Ma Steven Band è stato uno dei gruppi piu' seguiti nella scena musicale romana degli anni '80 e '90. 15 anni di attivita' e due dischi all'attivo: Rude (RB Record) e Delgado (Warner Music), con brani originali. Il loro sound e' stato da sempre caratterizzato dal grande amore per il primo rock'n'roll e per il blues ma anche per il mainstream rock di Springsteen, Seeger, Fogerty.


Max Di Stefano (voce - chitarra), Carlo Maccheroni (chitarra), Stefano Longo (basso) e Alex " Boom Boom " Strano (batteria) tornano di nuovo insieme al Big Mama in una serata speciale , per riproporre il meglio del loro repertorio mettendo insieme John Lee Hoocker ed i Drifters , Ray Charles e Bruce Springsteen , Sam Cooke ed i Searchers, frullati insieme nel loro stile energico e pieno di allegria. Una esibizione da non perdere !!

L'evento su Facebook lo trovi qui

 

SABATO

5

APRILE

GUIDO MIGLIARO

& JUKE JOINT BLUES BAND

Ingresso

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guido migliaroGuido Migliaro (chitarre, armonica, voce) è stato il chitarrista storico dei “Blue Stuff”. Ha collaborato con Edoardo Bennato  in tour e albums, oltre che nell’esperienza “Joe Sarnataro”.
Lo contraddistingue un sound dirompente: riesce a combinare uno stile chitarristico personale ed incisivo con l'ispirazione e la lezione di autentiche leggende quali Elmore James, John Lee Hooker, risalendo sino a Charley Patton e Robert Johnson e ad altri musicisti che hanno tracciato la storia del Blues Attualmente suona con i "Juke Joint". Gestisce, dirige ed insegna laboratorio Blues (musica d'insieme) presso l'Otto Jazz di Napoli.

Della musica Blues dice: "Il Blues è una specie di virus, dispettoso e mattacchione, che ti si attacca addosso e non sai bene né come, né esattamente quando. Provi a curarti ascoltando un po' tutta la musica (non quella "di plastica" ovviamente) o componendo e suonando brani di altri generi, ma al momento opportuno, al risultato delle analisi ti ritrovi inevitabilmente "portatore sano di Bluesite". Per me il Blues è la propensione a valutare le cose per come sono, ad esprimersi (in musica o nella vita di tutti i giorni) senza fronzoli, inutili apparenze ed ipocrisia. E senza retorica: per questo mi fermo qua con la mia risposta. Per esperienza so che chi ascolta e partecipa ad un concerto Blues vive un buon momento, non so se in loro resta poi qualcosa, posso solo augurarmelo…."  

Guido Migliaro - chitarra, armonica, voce
Renato Federico - pianoforte
Umberto Sirigatti - basso
Nicola Orabona - batteria

  

 

da DOMENICA 6 a MARTEDI 8 APRILE

IL BIG MAMA E' CHIUSO

 
 

MERCOLEDI

9

APRILE

THE BULLDOGS

PAUL McCARTNEY: LA LEGGENDA DEI BEATLES

Ingresso

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paul"Paul, ci sarà un nuovo album con i Beatles?"
"No"
Era il 9 aprile 1970, era in uscita Let it be, ma Paul McCartney si stava occupando del suo primo album da solista, McCartney. La domanda era praticamente concordata, la risposta eloquente: i Beatles erano finiti. La stanchezza di sette stagioni in corsa contro ogni record aveva logorato i rapporti. La morte di Brian Epstein (27 agosto 1967), il manager che li trascinò da Liverpool a Londra, dal Cavern alla Emi, aveva costretto i Fab Four ad arrangiarsi da soli nella foresta in cui erano finiti, dove discografici, arrivisti, falsi amici e avvocati si avventavano su di loro come leoni. Paul, dei quattro, era stato il primo a tenere unito il gruppo cercando di frenare gli eccessi di Lennon e la straordinaria evoluzione che stava portando George verso altri interessi spirituali e musicali. Ma quando "gli altri tre" si coalizzarono per imporre come manager Allan Klein, l'uomo <che ha fatto ricchi gli Stones>, Paul si chiamò fuori e si trovò isolato. Così "alla Paul", decise di fare tutto da solo. Si chiuse in casa e tirò fuori il primo album senza "gli altri tre". Sarebbe stato l'inizio di una nuova carriera. Paul è il beatle più prolifico (anche quando erano ancora in vita Lennon e Harrison), che più si è lanciato in tour mondiali e, da anni, continua a portare nel mondo oltre alla sua musica, quella dei Beatles. Alcuni brani che esegue nei concerti non sono mai stati eseguiti live dai Fab Four. Ancora oggi non c'è riconoscimento mondiale che non veda sir Paul fra i protagonisti. Ha collaborato con tutti i grandi miti del rock, ma si può tranquillamente dire che tutti i più grandi miti del rock hanno collaborato con lui, considerandolo un onore. A dispetto della favola sulla sua "morte" (alimentata dagli stessi Beatles per gioco), Paul è sempre stato "vivo".
Stasera i Bulldogs riproporranno tutti i grandi pezzi di Paul da I saw standing there a My love, i favolosi anni da beatle e i primi sforzi per imporsi senza appoggiarsi ai compagni.
I Bulldogs si sono formati nel 2009. Ripropongono tutto il repertorio Beatles e i maggiori successi dei Fab Four nella produzione solistica. Ospiti graditissimi della serata gli amici di Radio Manamanà Sport


Alessandro Errichetti: voce, chitarra, basso
Fabiano De Biagi: voce, basso, tastiera
Fabio Maccheroni: voce, chitarra
Andrea Secli: voce, batteria

 

GIOVEDI

10

APRILE

ITALIAN SOUL

DELEGATION

Ingresso

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italian soul

ITALIAN SOUL DELEGATION: La musica nuova degli anni 60 !! Le potremmo chiamare… affinità elettive...!!


Musicisti famosi ed affermati, con ciascuno tante collaborazioni di tutto riguardo, che un giorno decidono di prendere tra le mani un tesoro musicale lasciato un po’ in disparte, per dargli una nuova luce.

Nasce così la band ITALIAN SOUL DELEGATION un progetto che affonda le radici nel soul di Memphis, per rivivere la grande epopea della black music degli anni '60, con in più l'ardire di composizioni originali in tema. Ecco la sfida e il divertimento un po’ impertinente: confrontarsi con un passato epico sul piano musicale creare un ponte sonoro tra epoche lontane cinquant'anni.


Musica per essere ascoltata, guardata, ballata, vissuta !!

 

FULVIO TOMAINO: lead vocal
MASSIMO CALABRESE: bass & voice
MARCO RINALDUZZI: guitars & voice - Video
FRANCO VENTURA: guitars & voice
ALESSANDRO CENTOFANTI: organ, piano & sinth
DEREK J WILSON: drums & percussion
ALBERTO BARTOLI: percussions & voice

  

VENERDI

11

APRILE

ALAN SOUL

& THE ALANSELZER

Ingresso

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alan soul

Una carriera lunga 30 anni, quella di Alan Soul (al secolo Giulio Todrani): in duetto con "Julie & Julie" agli esordi, poi come front-man di band come gli "Io Vorrei La Pelle Nera", con al fianco la figlia Giorgia - divenuta poi una delle voci più apprezzate del panorama musicale italiano - fino ad arrivare agli ALANSELZER con cui da anni esalta il proprio amore per il soul, lo swing, il funky. Nel nuovo disco "Live @ Big Mama Vol.2" ci sono i più bei successi dei grandi interpreti della musica nera; Otis Redding, Ray Charles, Smokey Robynson, James Brown, Tom Jones, grazie alla voce di Alan Soul, uno dei pochi in circolazione veramente in grado di interpretare degnamente questo repertorio, autentiche perle nel repertorio della black music.
Ecco le note di copertina del CD Vol.1 a cura di Ernesto Assante:"La musica soul non muore mai, non può morire. Non morirà finché ci sono dei cantanti come Alan Soul e dei gruppi come gli Alanselzer. Basta ascoltare le voce di Alan, seguire il ritmo della band, perdersi nelle note del pianoforte, nel pulsare del basso, negli assoli dei fiati, per essere trasportati, ancora una volta, nel cuore della musica, nell'anima del soul. No, non sono cover, non esistono cover nel soul, e non è una cover band quella che decide che non si può vivere senza suonare Georgia on my mind o Ain't that groove. No, il soul è una missione, una fede, una regola di vita (come le regole monastiche), che non possono essere tradite. E Alan Soul e gli Alanselzer non hanno mai tradito, nemmeno quando i tempi sono cambiati, i suoni sono cambiati, le mode sono cambiate. alanRestano fedeli, fedelissimi, alla loro ragione di vita, ad una musica che è straordinaria e festosa, drammatica e appassionata, divertente e romantica, e la interpretano come la regola vuole, senza mai mentire, provando ad esprimere sentimenti e passioni senza alcuna mediazione. Abbandonate le consuetudini, dimenticate le cover, quello che state per ascoltare è musica, arte, vita, gioia, mescolate insieme da un gruppo di musicisti e un cantante che conoscono l'arte dell'intrattenimento e l'arte della musica, che predicano l'unica religione possibile, quella del soul, che praticano senza sosta da tempo immemorabile con uno stile davvero inconfondibile. Lunga vita ad Alan Soul e ai suoi Alanselzer, che ci dimostrano che si può vivere ancora credendo in qualcosa di importante.
E si può, come recita il titolo di una canzone di Paul Simon, "still crazy after all these years".
Formazione: Giulio "Alan Soul" Todrani (voce), Ferruccio Corsi (sax alto, Mirko Rinaldi e Settimio Savioli (tromba), Alfredo Posillipo (trombone, Muzio Marcellini (piano, tastiere, Claudio Trippa (chitarra), Maurizio Meo (basso elettrico), Stefano Parenti (batteria)

  

SABATO

12

APRILE

PAOLO BONFANTI

BLUES BAND

presenta l'album "EXILE ON BACKSTREETS"

Ingresso

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exileUn album tra nuovo e vecchio, tra un passato che ci appare quanto mai lontano e distante ed un futuro pieno di speranza, questa è la sintesi estrema di "Exile On Backstreets", nuovo lavoro di Paolo Bonfanti. Il bluesman e songwriter genovese (ormai trapiantato nel monferrato), ancora una volta con Giorgio Ravera alla produzione, ha inciso per l'occasione otto composizioni inedite a cui ha affiancato tre cover che ben si adattano al mood generale del disco.

Accompagnato dalla sua collaudata band, che vede Alessandro Pelle, Roberto Bongianino, Nicola Bruno e Stefano Risso, per l'occasione Paolo ha invitato diversi ospiti in studio di registrazione, da Fabio Treves e Antonio “Rigo” Righetti a Marco Fecchio, Andrea Manuelli, Henry Carpaneto ed anche i musicisti americani John Egenes, Craig Dreyer e Jeff Kievet. Anche il metodo di registrazione è particolare: alle classiche sessioni in studio si sono affiancate alcune registrazioni presso la libreria "Labirinto" di Casale Monferrato, ovvero il luogo dove si svolge il festival "Books&Blues", di cui è direttore artistico, il cui marchio fa l'esordio in un album proprio con "Exile On Backstreets".

                           Guarda il bellissimo video ufficiale del brano FATHER'S THINGS

Chiaro nel titolo il riferimento ai Rolling Stones per un disco che probabilmente è il più orientato verso la "black music" in tutte le sue possibili sfumature di tutta la produzione. Sono canzoni che parlano di zone d'ombra, di esistenze al margine, di chi spesso si sente escluso ed è sempre costretto a combattere per vivere; sono storie di vite ai margini, un filo conduttore che si trovava anche in lavori precedenti come "On The Outside", "Canzoni di schiena" e "Takin' A Break", ma sono anche la rivendicazione di uno stile di vita al di fuori delle tendenze e delle mode ed uno spazio di resistenza concreta alla rassegnazione ed alla passività.

Gli “esiliati nelle strade secondarie” sono quelli che lottano e non subiscono senza resistere, sono i granelli di sabbia nell'ingranaggio del sistema. Si passa quindi dalla title track, un brano a metà tra un inno ed una preghiera gospel per tutti quelli che non sono "maggioranza", alla “chain song” di “Break’Em Chains”, passando dal pugno chiuso nel guanto nero (simbolo del cd) degli atleti sul podio a Città del Messico al Black Power di Bobby Seale nel rap “Black Glove” fino al canto di denuncia contro il sistema “I Hate the Capitalist System” della sindacalista e minatrice comunista Sarah Ogan, con cui si chiude simbolicamente il cd.

Nel disco c'è anche spazio per la speranza, per l'insegnamento dei padri di “Father’s Things” e la semplice voglia di buona musica, di emozioni, di note blues ma anche di rotolante rock’n roll!

C'è dentro la Casale Monferrato che è sia la città martire dell’Eternit con le sue vittime e le combattive associazioni che la rappresentano, ma anche quella buona e artigianale dei Krumiri o della libreria come luogo simbolo di cultura, quella cultura ormai lasciata all’iniziativa del singolo e del privato, ma c'è anche la Genova degli ultimi rappresentata magnificamente dal messaggio pieno di speranza di Don Gallo, cui il cd è dedicato.

paolo bonfantiPAOLO BONFANTI - Bio - L'anno di nascita è il 1960, il luogo è quel porto mercantile ma soprattutto culturale che era ed è Genova. Da una famiglia che può vantare un violoncellista dell'Orchestra della Scala ed uno dei primi batteristi jazz italiani non ci si poteva aspettare altro che un musicista. Dopo gli studi di pianoforte e armonia imbraccia nel 1975 la chitarra e non la lascia più !! Per cinque anni, dal 1985 al 1990, è stato il frontman dei Big Fat Mama, uno dei più importanti gruppi della scena rock-blues italiana, con cui ha inciso tre album (tra cui un doppio live) e soprattutto ha suonato nei più importanti club della penisola e partecipato ai maggiori festival. Con i Downtown, un supergruppo formato insieme con il sassofonista Dick Heckstall-Smith (Colosseum, Alexis Korner, John Mayall) ), il batterista Mickey Waller (Jeff Beck, Ron Wood, Rod Stewart) ed il bassista Bob Brunning (Savoy Brown), vere e proprie leggende del blues inglese, ha invece avuto la possibilità di suonare in Italia e all'estero. Incrocia la strada con le figure più importanti della scena nazionale, tra le quali ricordiamo Fabio Treves e la sua band, Beppe Gambetta in una memorabile tourneè europea in compagnia di Gene Parsons dei Byrds ed i concittadini Red Wine, una delle realtà più importanti in Europa per quanto riguarda il bluegrass, negli album dei quali è spesso ospite e con cui ha effettuato un tour americano nel 2002. La carriera solista inizia invece nel 1990 e fino ad oggi sono stati prodotti, a partire dall'iniziale "On My Backdoor Someday", ben undici album, che hanno permesso a Paolo di partecipare nel 1994 -unico artista italiano al "South by Southwest" di Austin, in Texas e di accompagnare, a partire dal 2002, con la sua band il grande Roy Rogers -virtuoso della chitarra slide e produttore di John Lee Hooker durante i suoi tour italiani. Nel 2003 affianca a questa incessante attività anche gli Slow Feet, un vero e proprio supergruppo italiano che vanta al suo interno Franz Di Cioccio e Lucio Fabbri della P.F.M., rispettivamente alla batteria ed alle chitarre ed il fotografo e bassista Reinhold Kohl. Con questa formazione oltre a suonare regolarmente in tutta Italia ha anche pubblicato, nel 2007, un disco intitolato "Elephant Memory"Il piacere delle collaborazioni artistiche è una parte fondamentale del percorso artistico di Paolo, che negli anni ha potuto lavorare con artisti quali l'americano Jono Manson, un incontro questo che ha portato nel 2003 all'album "Gamblers" e ad un tour a cui ha partecipato anche l'armonicista dei Blues Traveler John Popper, ed in seguito anche con David James, bassista e cantante dei Fish Heads & Rice con cui nel 2011 ha inciso "Purple House", un album all'insegna del rhythm&blues e del soul. Ha suonato inoltre come ospite in brani di Yo Yo Mundi, Zibba, Cesare Carugi e molti altri ed è stato produttore artistico de La Rosa Tatuata e Fabio Treves. A tutta questa musica suonata si è affiancata negli anni un’intensa attività didattica, che spazia da articoli e trascrizioni per riviste specializzate alla pubblicazione per la Bèrben di Ancona di un metodo per chitarra country-rock scritto a quattro mani con Beppe Gambetta, del manuale con CD "Bottleneck Guitar" e del metodo didattico con DVD "La Chitarra Elettrica Secondo Bonfanti", usciti entrambi per i tipi di fingerpicking.net e distribuiti da Carisch. Per quanto riguarda la sua discografia recente segnaliamo "Canzoni di Schiena", un album del 2009 cantato in italiano e genovese, ideale seguito dell'EP del 2004 "Io non Sono Io". Del 2011 è invece "Takin' a Break", un album che trasuda folk, blues e canzone d'autore e che è fortemente radicato nella tradizione musicale d'oltreoceano, tradizione a cui sono fortemente devoti anche i Black Crowes, con cui Paolo ha condiviso il palco proprio nell'estate di quell'anno. Il 2013 ha visto Paolo esibirsi in apertura al trio di Ian Hunter ma, soprattutto, ha visto la pubblicazione (ancora con Giorgio Ravera in cabina di regia) di "Exile On Backstreets", un lavoro d'impatto che amalgama il soul con il rap, il rock con le canzoni di protesta e la poesia con la rabbia, quella rabbia sintetizzata da una copertina che ricorda il pugno chiuso guantato di nero di Tommie Smith alle Olimpiadi di Città del Messico. Il canale video completo

  

 

DOMENICA 13 APRILE

IL BIG MAMA E' CHIUSO

 
 

LUNEDI

14

APRILE

ORCHESTRA OPERAIA

special guest: JAVIER GIROTTO

Ingresso

Libero

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orchestra operaiaMassimo Nunzi è compositore, arrangiatore, musicologo e trombettista. E’ un personaggio che ama la musica e questo suo amore riesce non solo a trasmetterlo tramite le sue esecuzioni e i suoi tanti progetti, la sua passione si manifesta anche attraverso i suoi lavori di divulgazione culturale come la serie “I grandi del Jazz” (in programmazione in questi giorni su Rai5) realizzata insieme a Elena Somarè e Vito Codanunziante. Ha collaborato con alcuni grandi miti della musica come Chet Baker, Dizzy Gillespie, Dave Liebman, Don Cherry e con il vincitore del Leone d’Oro 2013 della Biennale di Venezia Tino Sehgal. Fra le sue tante collaborazioni vale la pena di ricordare quelle con Umberto Bindi, Domenico Modugno, Daniele Luttazzi e Corrado Guzzanti. Giovanissimo nel 1987 ha diretto l’Orchestra della Rai e successivamente ha fondato Trombe Rosse ensemble considerato da molti “rivoluzionario” in cui hanno suonato magnifici maestri del Jazz come Lester Bowie, Don Moye, Javier Girotto, Horacio Hernandez e tanti altri. Ha firmato diverse colonne sonore, è direttore del Festival Capalbio Libri, lavora anche nel sociale con Emergency. Per Radio France e France Culture sta realizzando le musiche dell’opera “Le derniére livre la jungle”.
Nel Maggio 2013 ha fondato l’Orchestra Operaia primo esempio in Italia di orchestra diretta in condivisione con altri direttori e cooperativa. 
girottoDice Massimo Nunzi: "L’Orchestra Operaia è gruppo di artisti che superano la crisi facendo e non lamentandosi. Noi degli Operai, consci dei nostri limiti, cerchiamo con umiltà di respingere al mittente la depressione e costruire un futuro. Il mittente della depressione è una società italiana ormai priva di stimoli e fortemente impoverita. Possiamo reagire solo con l’azione, se ci fermassimo, saremmo perduti..."

L’Orchestra Operaia nasce con lo scopo di creare repertori ed offrire concerti di stili diversi, dal Jazz al Pop, al Blues, all’Hip Hop alla musica Contemporanea, utilizzando le infinite risorse di una big band Jazz. Nunzi, che l’ha fondata, condivide la direzione e  la creazione degli arrangiamenti con un team di giovani, offrendogli un’opportunità di crescita unica.Con loro e con un’orchestra che unisce  grandi professionisti e giovani talenti, realizza una reale trasformazione delle musiche  e una loro rilettura, spesso sorprendente.

Marta Colombo (voce) - (trombe) Mario Caporilli, Mirko Rubegni, Fabio Gelli - (tromboni) Stan Adams (ten), Pierluigi Bastioli (bss), Gianluca Lanza (bss) - (saxes) Claudio Giusti, Alex Tomei, Carlo Conti, Duilio Ingrosso, Roberto Bottalico, Giuseppe Ricciardo, Alessandro Gwiss (keyboards) - Gianluca Masetti, Manlio Maresca (chitarra) - Lorenzo Feliciati (basso) - (batteria) Emanuele Smimmo - Direzione e Arrangiamenti: Massimo Nunzi - Arrangiatori: Claudio Toldonato, Marco Vismara, Alberto Buffolano, Damiano La Rocca - ospite della serata: il sassofonista JAVIER GIROTTO
 

MARTEDI

15

APRILE

DA NU JAZZ QUARTET

Ingresso

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da nu jazz quartetLa formazione DA NU JAZZ QUARTET nasce a Roma dalla passione dei componenti per lo Smooth Jazz. E’ una delle poche formazioni in Italia che rappresentano questo genere musicale. Una volta esso veniva chiamato “Fusion” (miscela tra il jazz, il funk, il soul e il rhythm & blues) ma, come spesso capita, il rinnovamento dei tempi richiede anche quello delle terminologie. E’ sempre spiacevole etichettare un genere musicale ma lo Smooth Jazz è considerato oltreoceano figlio legittimo del Jazz puro. Infatti, grandi maestri del genere sono anche ottimi artisti in altri campi musicali.
Il quartetto è formato da affermati musicisti della scena nazionale:
Costantino Ladisa: Sax & EWI (Lionel Richie, Norma Jean Wright e Luci Martin from CHIC, Mike Francis, Niccolò Fabi, Adika Pongo) - Antonio Iammarino: Piano & Keys (Raf, Marco Masini) - Andy Bartolucci: Drums (Alex Britti, Mimmo Locasciulli) - Francesco Puglisi: Bass (Gegè Telesforo, Sarah Jane Morris, Venditi, Baglioni, Concato).

Il repertorio dei DA NU JAZZ QUARTET spazia dalle musiche di Herbie Hancock, Grover Washington, David Sanborn, Dave Grusin, George Duke, Maceo Parker, Yellowjackets ad arrangiamenti moderni di classici della musica Soul (Michael Jackson, Marvin Gaye, Stevie Wonder, Gloria Gaynor) e Jazz.
Il Da Nu Jazz 4et è stato scelto per la colonna sonora del film di prossima produzione “Deauville” che vedrà anche la collaborazione di artisti del calibro di George Benson, Lonette Mc Kee e Ute Lemper. Il loro obiettivo è suonare in Italia un genere molto in auge negli States (ci sono radio dedicate proprio allo Smooth Jazz in tutto il territorio americano) e da noi incredibilmente poco rappresentato, nonostante ci siano schiere di appassionati e di ascoltatori. Guarda il video

 

MERCOLEDI

16

APRILE

NORDGARDEN

"& DIECI"

Ingresso

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nordgardenIl songwriter norvegese è tornato con un nuovo disco splendido e anomalo facendo omaggio al sottosuolo della musica italiana.
Sono passati dieci anni dal suo primo disco prodotto da Paolo Benvegnù a Firenze nel 2003. Nordgarden lo festeggia con dieci interpretazioni di dieci cantanti italiani che ha conosciuto personalmente in questi dieci anni trascorsi fra Norvegia e Italia. Si tratta di artisti come Paolo Benvegnù, Cristina Donà, Marco Parente, Marta sui tubi e altri. Il disco è stato prodotto da Cesare Basile.
Ecco cosa ne dice la stampa:
XL REPUBBLICA: "Colpisce al cuore con dieci cover illuminanti."
ROCKOL: "Non ci sono momenti deboli nelle dieci canzoni del disco."
SHIVER: "Riescono nel difficile compito di reggere il confronto con l'originale e, anzi, spesso di risultare ancora più belle."
Nordgarden è noto per i suoi spettacoli intensi e coinvolgenti suonando una Martin acustica, armoniche e un Boss Loop Station con cui crea delle sezioni ritmiche con strati di chitarre e voci. Negli ultimi anni Nordgarden si è esibito in oltre 100 show all'anno, con la sua esperienza e la sua voce calda e potente mostra un autorità e presenza sul palco che è molto rara fra gli artisti d´oggi.

L’amore  per  l’Italia  da  parte  di  musicisti  norvegesi  ha  origini  lontane  e  risale  ad  almeno  a un  decennio  fa.  Era  difatti  il  2003  quando  Terje  Nordgarden,  da  Hamar,  approdò  in  quel di   Bologna   forte   della   sua   chitarra   e   di   una   passione   viscerale   per   Springsteen, Dylan,   Nick  Drake,  Elliot  Smith  e  tutto  quanto  ha  fatto  grande  il  songwriting  in  lingua inglese  nel   secolo  scorso.  Da  lì,  e  più  precisamente  da  via  Zamboni  dove  Terje  suonava spesso  come   busker,  il  nostro  ha  iniziato  una  seconda  vita  italiana  fatta  soprattutto  di musica.  Bologna,   e  poi  Firenze,  Aci  Trezza  in  Sicilia  e  quattro  dischi  uno  più bello dell’altro  realizzati  anche   grazie  alla  collaborazione  con  diversi  musicisti  della  scena indipendente  del  nostro  Paese   (Paolo  Benvegnù  su  tutti).
nordgardenOggi  Nordgarden  festeggia  i  dieci  anni  in  Italia  con  un  lavoro  anomalo  e  bellissimo: “DIECI”   raccoglie  infatti  dieci  riletture  di  brani  in  italiano  scritti  da  artisti  che  con  lui hanno  condiviso   la  strada  o  semplicemente  canzoni  tanto  intense  da  meritare  ancor  più visibilità  di  quella che fino ad oggi hanno avuto. Il tutto arrangiato secondo le traiettorie sonore che iu un decennio   hanno   contraddistinto   il   viaggio   musicale   di   Nordgarden,   tra   folk, rock,   jazz,   senza   dimenticare   un’indole   pop   nobile   ma   verace,   da   autentico   crooner di   strada,   che   proprio  in  un  lavoro  come  questo  emerge  in  tutta  la  sua  forza emotiva.  E’   così   che,   per   fare   qualche   esempio,   Terje   trasforma   Cerchi   nell’acqua   di Benvegnù   in   una   ballad   potente   ed   elegante   o   riarrangia   L’invasore   (di   Andrea Franchi)   come   se   l’avessero   suonata   gli   Wilco.   Ed   è   per   gli   stessi   motivi   che Invisibile   di   Cristina   Donà   diventa  un  piano-­voce  lunare  e  La  mia  rivoluzione  di  Marco  Parente  parte  folk  alla  Nick   Drake  per  esplodere  elettrica  con  un  cantato  dal  respiro  decisamente  soul.  Ma  il  discorso   vale  anche  per  gli  altri  brani  di  Marta  sui  Tubi,  Paolo  Mei  &  il  Circo  d’Ombre,  Iacampo,   Cesare  Basile  e  per  due  canzoni  la  cui  presenza  in  tracklist  è  ancora  più  sorprendente:  si   tratta  di  Dove  mi  perdo  di  Grazia  Di  Michele  e  di  un  omaggio  a  Claudio  Rocchi  con  una   versione  alla  Tim  Buckley  di  La  realtà  non  esiste.  
Ma  al  di  là  delle  singole  tracce  la  forza  di  questo  disco  sta  forse  nel  modo  con  cui Nordgarden   reinterpreta   le   canzoni.   L’accento   nordico   nel   pronunciare   parole   in italiano   e   la   voce potente e piena di coloriture raccontano infatti meglio di tante biografie l'innamoramento di  questo  artista  per  l’Italia  e  per  le  persone  incontrate  in  dieci  anni  di  vita  qui.  A  cui  Terje   canta  uno  splendido  ed  emozionante  “grazie”.

IL CANALE VIDEO DI NORDGARDEN

 

GIOVEDI

17

APRILE

TONY CERQUA GANG

Ingresso

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cerquaTCGANG é un gruppo di sessionman messi insieme da TONY CERQUA batterista, cantante, compositore e arrangiatore che dalla prima GANG (1989) continua a riunire musicisti con lo stesso amore per il Blues, R&B, FUNKY, SOUL and JAZZ per riarrangiare pezzi di A.W.B, DONNY HATHAWAY, BBKING, ETTA JAMES, JAMES BROWN, GROOVER WASHINGTON, MARVIN GAYE, BILL WITHERS e per suonare anche canzoni scritte da lui come THE BLUES SINGER, TAKE A LONG LONG BREATH , WORLD COULD BE HEAVEN....
Durante gli anni passati ad AMSTERDAM, NEW YORK, PARIGI, DORTMUND, VEVEY, BASEL, MONTREAUX, JAKARTA, BANDUNG, LUBLIN, HAMBURG accompagna artisti come ROSA KING, RONALD ABRAHMS LOUISIANA RED, ERIC BURDON, GEORGE COLEMAN, JAN AKKERMANN, OTIS GRAND, HANS DULFER, CANDY DULFER…..sessions con PATATO VALDEZ, JACO PASTORIUS, CRUSADERS.... tornato in ITALIA ha avuto modo di suonare con artisti come ROBERTO CIOTTI, MASSIMO URBANI, MARCO MANUSSO, MASSIMO MORICONI, VINCENT THOMA, ANDREA OGGIONI, FEDERICO CAPRANICA, LOUISIANA RED, ALEX BRITTI, MICK BRILL, MAX GAZZE', SERGIO CAMMARIERE, RUBEN CHIAVANO, ERIC DANIEL, CARLOS SARMIENTO, PIERO MASCIARELLI, MAIK SCHOTT, RICCARDO DOPPIO, PAMELA FALCON, SHIKO MAWATU, ROGER SABAL LECCO, JAMES HOFFMANN, JIMMY Z, JIMMIE LEE MOORE, RONALD LASTER, MACEO PARKER, MARTHA HIGH. Partecipa al film di CARLO VERDONE "IL MIO MIGLIOR NEMICO" la TCGANG  appare con la canzone di TONY CERQUA "WORLD COULD BE HEAVEN". Repertorio che spazia dai brani originali a canzoni di Freddy King, Maceo Parker, B.B.King, James Brown e tanti altri.
EMILIANO PARI (KEYBOARD ORGAN VOCAL) - PATRIZIO SACCO (BASS) - PIERO MASCIARELLI (GUITAR) - TONY CERQUA (DRUMS, VOCAL)

 

VENERDI

18

APRILE

BIANCA BLUES

E I SETTE SOUL

Ingresso

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fulvioOltre 20 anni di attività per la storica band romana dei Bianca Blues & 7 Soul con all'attivo due album, uno dal vivo ed il secondo registrato in studio. In scaletta grandi successi del Soul e Rhythm 'n Blues: da "Knock on Wood" a "My Girl" e "Mustang Sally", tutti intrepretati magistralmente dalla grande voce di Fulvio Tomaino e con l'energia e l'impatto sonoro di una delle migliori sezioni fiati in circolazione.
Stax, Motown, Chess, Rhino. Quattro nomi che hanno fatto la storia della musica nera negli Stati Uniti. Un'evoluzione musicale e una rivoluzione culturale che ha investito milioni di persone. Fra questi molti musicisti sono stati coinvolti attivamente in quella che è stata chiamata la consapevolezza nera, e quindi la lotta per l'affermazione degli afroamericani nel proprio paese e nel mondo intero. Artisti come curtis Mayfield, Ray charles, Aretha Franklin, Otis Reddig, Sam Cooke , Al Green fino ad arrivare ai più impegnati Marvin Gaye, War, James Brown, hanno contribuito al pari di coraggiosi uomini politici neri e personalità dell'epoca (Malcolm X, Martin Luther King, Muhammad Alì) all'affermazione della comunità afroamericana.

luca giustozziLe canzoni trasmesse dalle radio hanno fatto ballare speranzose generazioni nei quartieri poveri di New York, Chicago, Detroit, New Orleans. La leggenda di quel sound è ancora presente nella musica e nella cultura odierna. BIANCA BLUES & I SETTE SOUL sono da anni portatori di questo suono, inconfondibile.
Soul, funk e Rhythm'n' blues si mescolano in uno spettacolo di una band di nove elementi con una starordinaria sezione fiati. FULVIO TOMAINO (voce), ALFREDO BOCHICCHIO (chitarra), MASSIMILIANO CIAFREI (tastiere), MASSIMO NANNI (basso), STEFANO MARAZZI (batteria), SERGIO VITALE (tromba), LUCA GIUSTOZZI (trombone), CARLO MICHELI (sax alto), PAOLO TOMASSINI, (sax baritono), BRUNO COLTRE (sax tenore)

  

SABATO

19

APRILE

BLUE STUFF

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Libero

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blue stuffI BLUE STUFF nascono a Napoli nel 1982, grazie all'iniziativa di Mario "Blue Train" Insenga, già animatore di un precedente progetto musicale che aveva dato vita ai Blue Box. Sin dall'inizio la band si caratterizza come una sanguigna blues band fedelmente dedita al Chicago Style. Così, mentre apparentemente i BLUE STUFF sembrano impegnati in un coerente recupero di un certo blues ilologico. Di fatto però, attraverso le loro performance, dimostrano come un linguaggio musicale antico possa rimanere di grande attualità e di grande coinvolgimento emotivo. La semplicità ed immediatezza delle strutture ritmiche, la pulizia degli schemi armonici e melodici, il calore della voce e, soprattutto, la passione per il blues e più in generale per la musica, fanno del suono BLUE STUFF un esempio di vitalità musicale.
Infatti il tratto saliente del progetto sta nel fatto che esso "brilla di luce propria", ciò a dire che i BLUE STUFF suonano del Chicago Blues, ma l'originalità delle loro composizioni li pone come una blues band viva e pulsante. D'altronde, testimonianza della vitalità di questo gruppo e' la sempre calda accoglienza ricevuta da parte del pubblico che non resta mai impassibile di fronte alla irresistibile miscela di musica, simpatia e spettacolarità. Sul finire del 1991 nasce le collaborazione con Joe Sarnataro, ovvero l'alter ego blues di Edoardo Bennato. Nasce così il disco "E' Asciuto Pazzo 'O Padrone", colonna sonora di un musical e con un lungo tour europeo. Nel 1994 a esce "L'Acqua e' Poca" per la Sony, nel 1999 "Roba Blues" per la Cheyenne Records che pubblica anche l'ultimo lavoro "Altra Gente, Altro Blues" un nuovo CD che vede - tra gli altri - la partecipazione del polistrumentista partenopeo DANIELE SEPE. Il disco, che contiene 11 tracce originali,è una ulteriore testimonianza della capacità di questa band di saper comporre e suonare brani propri, affiancando al blues il dialetto napoletano, senza perdere il carattere dominante di questa musica.


Offcial website - IL CANALE VIDEO DEI BLUE STUFF

 

 

da DOMENICA 20 a MARTEDI 22 APRILE

IL BIG MAMA E' CHIUSO

 
 

MERCOLEDI

23

APRILE

FADE

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FADEUna amicizia e una collaborazione musicale che dura da quasi 20 anni, iniziata con il gruppo gospel VOCINTRANSITO e proseguita lungo tante strade, l'ultima sfociata in un nuovo progetto artistico, quello di una "Two Girls Band".
Si consolida così l'unione tra due artiste molto apprezzate sulla scena romana, che vantano collaborazioni prestigiose: la guitar legend Robben Ford, il vincitore di grammy Robbie Dupree, Mario Biondi, Franco Califano, Tony Esposito, Roberto Ciotti.
Entrambe utilizzano anche piccole percussioni e ninnoli vari, per arricchire e colorire il loro sound acustico. Il repertorio è fatto di blues, rock & soul, dai Cranberries a Prince, da Joss Stone a John Legend, dai Beatles a Adele, da Bob Marley a Jeff Buckley, da Sting ai Depeche Mode. Ma le artiste presentano anche alcuni brani originali composti da Désirée, che saranno la colonna portante dell'album che le due musiciste romane stanno registrando. Anche gli arrangiamenti sono originali, e danno risalto alle loro doti vocali: un duo insolito ed emozionante che amerete fin dal primo ascolto!


Desiree Petrocchi (chitarra, voce) - Fabiola Torresi (basso, voce) - Guarda il video

  

GIOVEDI

24

APRILE

Gianna Chillà is...

JANIS IS ALIVE !!

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janis is alivePuò un tributo musicale commuovere e far emozionare tanto da far gridare alla reincarnazione? Chi ha assistito ad una performance dei "Janis is Alive" giura di si !! La band romana, guidata dalla vocalist Gianna Chillà presenta - in occasione della ricorrenza della scomparsa della grande Janis Joplin - l'uscita del loro primo album “Evocation”, un lavoro d’amore e creatività che propone alcuni brani che furono interpretati da Janis nella loro versione più famosa, insieme ad altri arrangiamenti, senza mai discostarsi dal Woodstock-flavour per il quale la cantante americana è amata e ricordata.
"Janis is Alive" è il tributo italiano che ha varcato le nostre frontiere, grazie all’incredibile somiglianza della voce di Gianna Chillà con quella di J.J. ma anche per una nterpretazione che restituisce intatta la fragilità, l’ironia, la forza e l’intensità che Janis regalava al suo pubblico. Janis Joplin non è stata solo un’immensa artista, ma anche il vettore di un messaggio che ha diffuso con tutta l’intensità di cui era capace. Il contesto storico (anni ’60 e primissimi anni ’70) è stato un periodo di grandi cambiamenti, vere e proprie rivoluzioni in cui la libertà e l’amore erano il fulcro del movimento culturale giovanile americano. Il nostro è un tempo di ricorsi storici in cui si sente di nuovo il bisogno di iffondere un messaggio di speranza e di unione, e la J.J. band ha deciso di farlo seguendo le orme di Janis, orme che hanno troppo presto smesso di lasciare il loro segno. Cè ancora molto da dire.
Gianna Chillà, la cantante della J.J. Band – Janis is Alive, ha amato e studiato da sempre la persona, il personaggio e il messaggio di Janis Joplin, le sue peculiarità, le contraddizioni, la fragilità, attraverso lunghe ricerche ed un lungo studio. L'interpretazione della J.J. Band – Janis is Alive infatti, come dice il suo stesso nome, non solo tiene in considerazione tutti gli aspetti dei live di Janis, gli arrangiamenti dal vivo, la grinta e la passione, ma anche il suo messaggio, il rapporto che aveva col pubblico, la comunicazione diretta e ironica, insomma, più che un tributo, un’evocazione.

Gianna Chillà (Voce), Tony Palazzolo (chitarra), Adriano Medde (tastiere), Fulvio Martinelli (basso), Roberto Treppo (batteria)

 

VENERDI

25

APRILE

MAD DOGS

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mad dogsUn appuntamento imperdibile con i britannici MAD DOGS - italiani d'adozione - che hanno segnato la scena musicale romana degli ultimi venti anni. Un repertorio di rock blues, un sound 100% made in Britain, suonato da chi la Brit-invasion degli anni '60 non l'ha vista passare ma l'ha vissuta e ne è stato protagonista. Arrivati in Italia in quel periodo, come tanti altri musicisti, se ne sono innamorati e non sono più tornati indietro. Da allora, i Mad Dogs hanno continuato a suonare ed hanno pubblicato diversi album, divenendo i padri adottivi di tutte le band sixties rock della scena romana. Nel 1993 i MAD DOGS hanno realizzato un bellissimo (e ormai introvabile) album dal vivo "Live at Big Mama", un disco di grande energia registrato dal fonico Maurizio Montanesi.
DAVE SUMNER (chitarra, voce), GEORGE SIMS (voce, chitarra), MICK BRILL (basso, voce), DEREK WILSON (batteria)

SABATO

26

APRILE

UT JIMI

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JIMIChe aspetto avrebbe avuto oggi Jimi Hendrix all'età di 71 anni? E quale musica avrebbe suonato? In che direzione si sarebbe spinto con la sua ricerca musicale? Non sapremo mai la risposta, ma proveremo lo stesso a darne qualcuna stasera, in compagnia degli UT JIMI di Elio Volpini, e sopratutto con le note del più grande chitarrista del XX secolo.


Jimi - che era un amante della fantascienza - ha attraversato l'universo della musica con l'esplosività di una creatura di luce di Philip Dick: dopo una dura gavetta, la sua carriera di star è durata poco più di quattro anni ma ha cambiato il mondo. Vittima di un contrasto capestro e di una gestione folle delle tournee, si è consumato in una vita di eccessi e di creatività bruciante fino a che il 18 settembre 1970, a 28 anni, è morto a Londra in seguito ad abuso di droghe il 18 settembre di 40 anni fa. Secondo la classifica stilata nel 2003 dal Rolling Stone Magazine è lui il più grande chitarrista di tutti i tempi.

La sua esibizione in chiusura del festival di Woodstock del 1969 è divenuta un vero e proprio simbolo: l'immagine del chitarrista che, con dissacrante visionarietà artistica, suona l'inno nazionale americano in modo provocatoriamente distorto è entrata di prepotenza nell'immaginario collettivo musicale, come uno dei punti di svolta nella storia del rock. UT JIMIHendrix è stato introdotto nella Rock and Roll Hall of Fame nel 1992...
A proporre la musica di Hendrix stasera, sarà il trio guidato da Elio Volpini, già leader della progressive band Uovo di Colombo, uno dei chitarristi italiani che meglio sa interpretare il genaile musicista di Seattle.


ELIO VOLPINI (voce e chitarra)

PIERO TUDINI (basso)

GUIDO MILONE (batteria)

 

 

DOMENICA

27

APRILE

CINE TV Music Lab

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cine tvDomenica 27 aprile dalle 20,30 il Big Mama ospita il saggio di fine anno del Laboratorio Musicale del Cine TV Roberto Rossellini.
Il "Rossellini", diretto da Maria Teresa Marano, è l’unica scuola pubblica italiana ad indirizzo integralmente audiovisivo. Dalla fine degli anni 60 occupa la sede dell’ex centro di produzione Ponti -De Laurentis a via della Vasca Navale 58 (Ponte Marconi) dove sono state girate decine di film di rilievo nella cinematografia italiana. Frequentato tra gli altri da Ricky Tognazzi e Walter Veltroni, il “Cine TV” ha riempito negli anni il mondo del cinema e della TV di valenti tecnici, quadri direttivi, titolari di imprese innovative nel settore, come la D-Vision Italia.
Ma oltre a preparare per le professioni audiovisive il Cine TV suona bene! Nella scuola è attivo un laboratorio musicale tra i primi di Roma. Nato nel 1989 per organizzare un concerto di fine anno il Cine TV MusicLab ha continuato la sua attività offrendo agli studenti un punto di riferimento sicuro per l’apprendimento e la pratica musicali. I coordinatori stessi del progetto Enz Civitareale e Pietro Tirabassi militano nella storica band romana The Riding Sixties formatasi presso il Cine TV nel 1992 con due allievi, Simone Rauso e Marco Bertogna. Simone e Marco, rispettivamente montatore e produttore, mantengono orgogliosamente il loro ruolo nella band in cui sono entrati da studenti.
cine tvStudenti e professori insieme con la musica, questa è una nota caratteristica del Cine TV Music Lab. La musica permette di abbattere tante barriere e di creare un canale parallelo che aiuta a crescere come uomini e come professionisti.

Questa la Mission del Laboratorio: “Favorire la diffusione della pratica musicale di gruppo, far crescere la cultura musicale, facilitare l'individuazione di nuovi talenti, rafforzare la coesione sociale trasversale alle classi, combattere l'abbandono scolastico. Creare uno scambio concreto con studenti di altre scuole. Si esibiranno tra gli altri: Francesca D’Ingillo, Matteo Peverini, Daniele Giorgi, Edoardo Cofano, Daniele Pieri, Federica Fabrizi, Assunta Pecora, Francesca Oliverio, Danilo Amabile, The Silverheads, Alessandro Recanati, Eugenio Saletti, Claudia de Paolis, i Trust Ever Band, i Fear of Apathy, ospiti d’onore The Riding Sixties.

 

 

LUNEDI 28 APRILE

IL BIG MAMA E' CHIUSO

 
 

MARTEDI

29

APRILE

RINO GAETANO

BAND

Ingresso

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RINO GAETANOSono molti anni che la RINO GAETANO BAND - gruppo coordinato da Anna, sorella del cantautore, e che vede la presenza di Alessandro Gaetano, nipote di Rino - si esibisce al Big Mama. Una band poderosa, dal suono pieno e venato di rock, che grazie alle voci di Alessandro G, Federico D'angeli e Marco Morandi (si proprio lui, il figlio di Gianni...) riesce a proporre tutto il repertorio di Rino, anche alcuni brani meno conosciuti e forse proprio per questo più attesi.

rinoNato il 29 ottobre 1950 e scomparso a soli 31 anni in seguito ad un incidente stradale, è stato considerato un artista decisamente "avanti" per i suoi tempi. Rino Gaetano ha avuto il merito di aver inserito un linguaggio che univa ironia, denuncia, satira, in un solo apparente stile scanzonato: un analista spietato e lucido dei malcostumi del suo tempo, dei vizi e delle abitudini che ci circondano. Le canzoni di Rino Gaetano hanno conosciuto - negli ultimi anni - una nuova giovinezza. Riscoperta dai giovanissimi, utilizzata in importanti campagne ubblicitarie, la musica di Rino continua a piacere e ad emozionare, a dispetto del tempo e del cambio generazionale. Un segno evidente che contraddistingue l'arte dalla pura musica commerciale.
La RAI ha dedicato una fiction in due puntate alla vita del cantautore, calabrese di nascita e romano di adozione. Il Comune di Roma gli ha intitolato una strada, nei pressi del quartiere Montesacro dove viveva. Ci restano anche alcuni filmati - pochi per la verità - per cercare di capire e conoscere meglio questo artista stravagante e illuminato, come quello che potete visualizzare in questa pagina. In concerto ci sarà la RINO GAETANO BAND, con la presenza di Alessandro, nipote di Rino, e la splendida voce di Marco Morandi.
Marco Morandi (voce e chitarra) - Alessandro Gaetano (Voce , Chitarra, Gingilli) - Yuri Carapacchi (Batteria) - Menotti Minervini (Basso) - Andrea Ravoni (Chitarra Elettrica) - Federico D'angeli (Voce e chitarra) - Giorgio Amendolara (Tastiere)


RINO GAETANO OFFICIAL WEBSITE - RINO GAETANO SU FACEBOOK


GINO PAOLI E RINO GAETANO SU YOUTUBE - MARCO MORANDI

  

MERCOLEDI

30

APRILE

ROCKSTORE BAND

BRITANNIA VS. USA

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rockstoreTHE ROCKSTORE BAND torna sul palco del Big Mama con il suo "Rock and Roll Circus".
Nella musica dei ROCKSTORE BAND i protagonisti sono nomi più celebri della storia della musica e le canzoni che hanno caratterizzato un genere, il rock indimenticabile degli albori, e un momento speciale del XX secolo, quello a cavallo tra gli anni Cinquanta e gli anni Settanta. L'Emporio del Rock propone una selezione pregiata e irresistibile del repertorio presente sui suoi scaffali per un travolgente viaggio indietro nel tempo e nelle emozioni. Dal rock'n'roll degli albori di Elvis, Jerry Lee Lewis e Chuck Berry fino al rock venato di pop e innovazione di Elton John e David Bowie. Dagli accordi infuocati di Jimi Hendrix alle note venate di blues di Allman Brothers Band, Doors e del mitico Springsteen. Dal sound british dei Beatles a quello scalmanato dei Rolling Stones. E ancora il rock graffiante dei Creedence Clearwater Revival, le pennellate melodiche della Band, il tocco impareggiabile di Eric Clapton. Una miscela di sapori indimenticabile per attraversare l'evoluzione del rock, che da semplice musica da balera si è trasformato nella colonna sonora della nostra vita. The Rockstore Band è un progetto frutto della passione e delle idee di un gruppo di musicisti legati da un'amicizia nata all'interno del Big Mama, che hanno in comune lo studio della storia della musica e del rock in particolare. Cinque elementi, strumenti vintage, i migliori amplificatori valvolari: il meglio per un sound inconfondibile e suggestivo.
Piero Fortezza (batteria), Alberto Bolli (tastiera e voce), Marco Melis (chitarra e voce), Andrea Nebiai (basso e voce), Fabio Maccheroni (chitarra e voce)

 

GIOVEDI 1 MAGGIO

IL BIG MAMA E' CHIUSO

 
 

VENERDI

2

MAGGIO

KILLER BAND

Ingresso

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killer bandLa KILLER BAND è un quartetto di recente formazione, che vede la presenza di musicisti esperti e affermati nell'ambiente Rock & Blues della capitale. Il repertorio è perlopiù fatto di composizioni originali, in bilico fra tradizione e ricerca musicale. Canzoni che parlano di persone comuni, con personaggi immaginari e reali che raccontano le loro storie, i sentimenti, le fantasie.
Alle composizioni originali si affiancano brani tratti dal repertorio della tradizione blues, attraverso la ricerca di canzoni e artisti meno conosciuti, che non ebbero successo commerciale, ma pure continuano ad influenzare musicisti della nostra epoca: su tutti Bukka_White bluesman ritiratosi dalle scene dopo la seconda guerra mondiale, coinvolto in varie vicende giudiziarie e che visse una seconda giovinezza artistica quando partecipò alla famosa edizione del Festival blues di Newport del 1966 a fianco di artisti del calibro di Howlin’ Wolf, Son House e Skip James. O ancora Huddie William Ledbetter in arte Leadbelly perfetta congiunzione tra blues e folk . Molte delle registrazioni che ci restano furono effettuate in carcere (come anche per Bukka White) dal famoso etnomusicologo e produttore Alan Lomax quando l’artista era ormai dimenticato da tutti. Il live show si completa con alcune rivisitazioni di brani di Jimi Hendrix, punto di riferimento imprescindibile per la musica moderna, non solo per l’ineguagliato virtuosismo chitarristico ma anche e soprattutto per l’enorme contributo in termini compositivi che la sua breve ma intensa carriera ha regalato alla musica contemporanea.

killer bandSERENA SCIAMANNA cantante e compositrice professionista è la voce della band. Vive il canto con passione ed energia che sul palco si traducono in performance travolgenti e frizzanti. Versatile e sperimentatrice, assapora svariati stili musicali. Solista e corista mezzo soprano di diversi Vocal Ensemble Jazz, diretti dal M° Fabrizio Cardosa. Collabora con il produttore artistico Francesco Musacco alla realizzazione dei suoi brani inediti. Con lei ci sono STEFANO DE ANGELIS (chitarra), LUCIO CARLETTI (basso), PAOLO PRATALI (batteria)

SABATO

3

MAGGIO

GINO'S BLUES BAND

Ingresso

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GINODormito poco? Il Partner o la partner vi ha lasciato? Le tasse vi tartassano? Don't worry: ci pensa Mr. Gino Marulla, ovvero Doctor Feelgood a farvi passare tutta la tristezza e la fiacca che si è impadronita di voi! Gino Marulla torna al Big Mama con la sua orchestra per una straordinaria performance interamente dedicata al "Godfather of Soul", il grande James Brown. Una serata imperdibile concerto, 2 ore di funky & soul, una esibizione infuocata durante la quale è impossibile restare fermi !!!
GINO MARULLA (voce), SIMONA ALTEA (voce) SILVIO MARULLA (chitarra), MASSIMO MARULLA (basso), ALESSANDRO FELICIANI(chitarra), LUIGI CARBONE (piano e organo Hammond), STEFANO NAPOLEONI (batteria), MAURIZIO DAVINI (tromba), ALESSANDRO D'ANGELO (sax contralto), MASSIMILIANO SPINA (sax tenore), ADRIANO MATTEI (sax baritono) e GIOVANNI DI PALERMO (percussioni)


James Brown Biografia:
E' unanimemente definito come uno dei più grandi artisti della storia della musica soul: basterebbe citare "Night train" o "I feel good", per rendersene conto. James Brown è una vera icona che ha imperversato sulle cronache musicali (ma anche su quelle di "nera"!) per più di quarant'anni. Prima ancora di ottenere il successo si chiamava già "Mr. Dynamite": in seguito ha cambiato molti altri nomi come "Soul brother no.1", "Mr. please please".
E' inoltre l'artista più campionato della storia della musica, dato che moltissimi altri artisti non solo hanno utilizzato suo materiale ma è anche verosimile poter affermare che non sarebbero mai esistiti.
GINO E JAMESNato il 3 maggio 1933 in una baracca nella campagna del South Carolina, James Brown cresce in un bordello di Augusta, in Georgia, senza conoscere l'amore e le cure di genitori. Abbandonato a se stesso, sopravvive compiendo piccoli furti. I suoi interessi, com'è tipico di molti ragazzi di strada, diventano lo sport e la musica. In particolare, fin da piccolo impazzisce per il Gospel (che ascolta in chiesa), lo swing ed il Rhythm & Blues.
A tredici anni fonda la sua prima band: i "The flames" che, alla fine del 1955, compongono il loro primo pezzo, "Please, please, please", schizzato immediatamente nella hit parade americana. Seguono due album e altri singoli come "Night train", che ottengono tutti un ottimo successo, ma sono le esibizioni dal vivo le performance più richieste dal pubblico. Sono occasioni infatti in cui la foga animalesca di James Brown prende piede, trasformandosi in grandiose orge collettive di movimento e ritmo.
Nel 1962 viene registrato un concerto tenuto all'Apollo Theater che darà vita all'album "Live at the Apollo", diventato un best seller. Nel 1964 "Out of sight" entra in classifica e l'anno successivo "Papa's got a brand new bag" e "I got you (I feel good)" consolidano la carriera di James Brown. Lo stesso anno viene pubblicato il singolo "It's a man man's world" e James Brown diventa "Soul Brother N°1" per il movimento dei diritti dei neri "Black Power". Dopo gli eventi che portano alla morte di Martin Luther King, poi, il vulcanico James regala agli afro-americani il loro inno "Say it loud - I'm black and I'm proud".
Gli anni '70 lo vedono ancora grande protagonista con ben otto album di successo: dopo una serie di dieci canzoni che lo proiettano immancabilmente in classifica, James Brown viene consacrato come "The Godfather of Soul".
Negli anni '80 interpreta la parte del predicatore nel famoso "The Blues Brothers" (di John Landis, con John Belushi e Dan Aykroyd) e si esibisce in "Rocky IV" (con Sylvester Stallone) con "Living in America". Per non farsi mancare niente, canta anche con Luciano Pavarotti nel solito spettacolare "Pavarotti & Friends": duetta con il tenore in "It's a man man's world" e la folla va in delirio. Ricoverato ad Atlanta per una polmonite, James Brown è morto il giorno di Natale del 2006.

 
 
 
 

 

SPECIAL NIGHT:

VENERDI

9

MAGGIO

GENTI DIVERSE

(..nella musica di fabrizio de andré)

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de andreNascono nel 2011 dal desiderio di alcuni giovani musicisti di immergersi nel mondo della musica e della poesia di Fabrizio De André. La band GENTI DIVERSE è una formazione di otto elementi che comprende basso, batteria, due chitarre acustiche, violino, flauto traverso e un tuttofare che si alterna tra tastiere, fisarmonica, armonica e secondo flauto. Il cantante, Dodo Versino, proviene dal settetto vocale “Anonima Armonisti” e dai “Burning Bright”, tributo ai Doors, dove suona come tastierista. Il repertorio del gruppo si muove lungo l’intero percorso creativo di De André, da Volume I ad Anime Salve, accompagnando lo spettatore in un viaggio poetico e musicale di forte impatto sonoro ed emotivo. Gli arrangiamenti sono in grande parte ispirati ai concerti che De André ha fatto lungo il suo percorso; particolare attenzione è stata data alla collaborazione che il cantautore ha avuto con la Premiata Forneria Marconi. Il giorno 11 gennaio ricorre il 15mo anniversario dalla scomparsa del musicista genovese.
VOCE Dodo Versino - FLAUTO TRAVERSO Francesca Colucci - VIOLINO Alessandro Gilardi - CHITARRE ACUSTICHE Luca D’Afflisio e Giuseppe Molino - TASTIERA FISARMONICA FLAUTO TRAVERSO Filippo Stefanelli - BASSO Giacomo Nardelli - BATTERIA Paolo Volpini. La pagina Facebook di Genti Diverse.