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GIOVEDI

26

GENNAIO

RINO GAETANO BAND

Ingresso
libero

Prenota

rino gaetanoNato il 29 ottobre 1950 e scomparso a soli 31 anni in seguito ad un incidente stradale, è stato considerato un artista decisamente "avanti" per i suoi tempi. Rino Gaetano ha avuto il merito di aver inserito un linguaggio che univa ironia, denuncia, satira, in un solo apparente stile scanzonato: un analista spietato e lucido dei malcostumi del suo tempo, dei vizi e delle abitudini che ci circondano. Le canzoni di Rino Gaetano hanno conosciuto - negli ultimi anni - una nuova giovinezza. Riscoperta dai giovanissimi, utilizzata in importanti campagne ubblicitarie, la musica di Rino continua a piacere e ad emozionare, a dispetto del tempo e del cambio generazionale. Un segno evidente che contraddistingue l'arte dalla pura musica commerciale. la RAI ha dedicato una fiction in due puntate alla vita del cantautore, calabrese di nascita e romano di adozione. Il Comune di Roma gli ha intitolato una strada, nei pressi del quartiere Montesacro dove viveva. Ci restano anche alcuni filmati - pochi per la verità - per cercare di capire e conoscere meglio questo artista stravagante e illuminato, come quello che potete visualizzare in questa pagina. In concerto ci sarà la RINO GAETANO BAND, con la presenza di Alessandro, nipote di Rino, e la splendida voce di Marco Morandi.

 

Marco Morandi - voce
Alessandro Gaetano- Voce , Chitarra, Gingilli
Yuri Carapacchi - Batteria
Menotti Minervini - Basso
Andrea Ravoni - Chitarra Elettrica
Federico D'angeli - Voce
Giorgio Amendolara - Tastiere

 

RINO GAETANO OFFICIAL WEBSITE

VENERDI

27

GENNAIO

THE BUZZ BAND

Ingresso
Euro 12

Prenota

buzz band

Il Big Mama è lieto di ospitare sul proprio palco la nuova formazione di Federico Zampaglione, cantante e chitarrista romano, cresciuto tra le mura amiche del nostro locale e approdato al successo come frontman della band TIROMANCINO. Insieme a lui un pugno di ottimi musicisti guidati da Mario Donatone, pianista e blues singer, con una ultradecennale carriera alle spalle.

...un telefono squilla nella notte...
- Pronto Federico...ma..a quest'ora...??!!
- Mario, Mr. Blues sta molto male, dobbiamo fare qualcosa!
- Ah, dunque è una cosa seria... Ok ci vediamo domani allora...
- Al solito incrocio... ciao !!

La Buzz Band nasce più o meno così, un quartetto agguerrito e rigorosamente acustico, con un repertorio del miglior blues di Memphis e del Mississippi, da Sleepin' John Eastes a Dr. John. Il sound di Buzz Band è un viaggio unplugged affascinante, emozionale e senza tempo per le strade di una musica che ha formato generazioni di musicisti.

Federico Zampaglione - insieme a Tiromancino -durante gli anni 90 pubblica quattro album: Tiromancino (1992), Insisto (1994), Alone alieno (1995), Rosa spinto (1997). Nel marzo 2000 i Tiromancino debuttano su Virgin con il loro quinto album, La descrizione di un attimo, che grazie ad un inarrestabile passa-parola tra appassionati e addetti ai lavori e ad un'intensa attività live fa crescere in maniera esponenziale il seguito di pubblico e il consenso della critica. Da Strade, il singolo presentato a Sanremo 2000 e premiato con il secondo posto nella sezione "nuove proposte", a La descrizione di un attimo, affascinante fusione di melodia, ritmo e intensità lirica, fino all'exploit di Due destini, brano poi inserito nella colonna sonora del film di Ferzan Ozpetek "Le fate ignoranti", i Tiromancino vedono concretizzarsi molti dei loro obiettivi, sia sul piano commerciale sia su quello artistico.
zampaglioneOttengono riconoscimenti importanti, come l'invito dei Morcheeba a suonare in apertura del loro tour in Spagna e Portogallo e conquistano premi di rilievo, tra cui quello come miglior gruppo agli Italian Music Awards; i loro video si avvalgono del contributo di ospiti d'eccezione (Valerio Mastrandrea, Paola Cortellesi e lo stesso Ozpetek) e vengono premiati per l'inventiva e la qualità. il suo sesto album preceduto dal singolo Per me è importante, conquista il primo posto in classifica e si attesta per tutto l'inverno 2002 tra i maggiori successi dell'anno, e vince il doppio disco di platino. Nell'ottobre 2004 i Tiromancino pubblicano Illusioni Parallele. Il 2005 segna i dieci anni del gruppo, e i Tiromancino pubblicano una raccolta 95-05 che ripercorre la loro musica più rappresentativa. Nella raccolta ci sono alcuni inediti e vecchi brani risuonati e riarrangianti con la nuova formazione. Il primo singolo è Un tempo piccolo, brano registrato da Franco Califano nel 2004 per il suo album Non escludo il ritorno, qui ripreso e riarrangiato (con leggere modifiche al testo) dai Tiromancino. Il singolo viene subito apprezzato anche per il video, che vede lo stesso Federico Zampaglione sceneggiatore e regista.

La pubblicazione di questi brani è stata accolta con grande favore e le vendite hanno riportato i Tiromancino ancora una volta al doppio disco di Platino.
Federico appena concluso l'album 95-05 si impegna in un nuovo progetto; concepisce infatti l'idea di un film, Nero bifamiliare, una commedia nera, ambientata ai nostri giorni, che mette a nudo problemi e difficoltà della convivenza con altre culture uscito nelle sale nel 2007. Il film si rivela un esordio apprezzato da critica e pubblico, e ottiene moltissimi premi e un ottimo risultato al box-office, nonché importanti attestati di stima da parte di veri e propri maestri del cinema italiano e internazionale, quali Monicelli, Moretti, Verdone, Bava, Argento e Paull Haggis, il mitico regista e sceneggiatore di Crash. Si aprono a sorpresa a Federico le porte per una seconda attività artistica alla regia. L'alba di domani, original sountrack del film, è il primo disco prodotto dalla Deriva Produtcion, etichetta discografica di Federico Zampaglione, che conquista il risultato di essere tra le colonne sonore italiane più vendute degli ultimi anni, grazie a singoli di successo come L'alba di domani, Angoli di cielo e Un altro mare. A inizio 2008 esce il doppio album live Il suono dei chilometri anche questo su etichetta Deriva Production. zampaglioneIl disco, registrato durante il tour 2007, oltre i più grandi successi dei Tiromancino reinterpretati in chiave live, contiene due inediti, Quasi 40 e Il Rubacuori, quest'ultimo presentato al Festival di Sanremo 2008. Il rubacuori è un pezzo che ha suscitato molto clamore e polemiche per il contenuto del testo, incentrato sulla piaga sociale dei licenziamenti di massa. Il ricavato delle vendite on-line della canzone viene devoluto a sostegno degli operai della Thyssen. In primavera esce il secondo singolo Quasi 40, una canzone autobiografica con un sonorità più rock. Il brano e il video, diretto da Federico, conquistano velocemente il pubblico, sottolineando la capacità comunicativa e il continuo rinnovamento e sperimentazione dei Tiromancino. Il connubio tra musica e immagini è sempre stato importante per Zampaglione sempre stato attento alla realizzazione dei videoclip, a tal punto da curare la sceneggiatura e la regia per il videoclip del brano Un tempo piccolo per il quale ha vinto il primo premio Cinecittà e Cinefestival di Ravello come "Miglior videoclip italiano". A Maggio 2010 è uscito nelle sale il suo secondo film "Shadow".

Mario Donatone pianista, cantante e arrangiatore, ha collaborato con molti artisti blues e soul (Eddie C. Campbell, Linda Young, Peaches, Les Getrex, James Wheeler, Beverly Watson, Michael Allen, Jimmy Holden). Nel 1986 inizia una collaborazione fondamentale per la sua formazione artistica con il jazzista e musicologo Francesco Forti. Il suo primo lavoro discografico è "Blues immaginario", inciso per la Splas(h)! Records nell'89, un LP che viene definito "una sintesi energica, schietta e a tratti originale di blues e jazz "(Luciano Federighi, Musica jazz).
Il suo percorso come solista va in parallelo con le tante collaborazioni. Negli anni '90 si dedica molto al gospel. Oltre al "Roma Spiritual Group" svolge attività didattica, dirige cori e collabora con cantanti e gruppi vocali neroamericani, tra cui Laverne Jackson, Robin Brown, Jubelee Love Train, Bronzville American Gospel, Soul Food To Go. Nel 2000 incide il cd "Mario Donatone's One night band" con la new LM Records. Anche la sua esperienza di arrangiatore di gruppi vocaliè testimoniata da due cd:"Roma world spirit"(Isma Records, 2001), e "The Peacemaker-Soul Food To Go"(Time Stretch Recording, 2003), progetti in cui in modi diversi si cerca di contaminare il gospel con il jazz e con la musica etnica.
Questa ricerca sfocia nella creazione del World Spirit Choir insieme a Giò Bosco, un progetto di grande coro multiculturale che fonde la radice afroamericana con filoni africani,afrolatini,afromediterranei e europei, e si è sviluppato parallelamente ad una originale esperienza didattica con gli immigrati nel centro Baobab di Roma,e ad eventi come la Baobab Ethno Kermesse,patrocinata dal comune di Roma.
Nel 2004 pubblica due cd solistici in una rigorosa dimensione acustica: il primo è "Verdi in blue", rilettura jazzistica della musica diVerdi con suoi arrangiamenti insieme al Velotti-Battisti Ensemble per la Isma Records, che rappresenta la sua prima incursione nel jazz strumentale in un progetto di grande spessore culturale.
Il secondo è "A long, old lonesome day blues" per la new LM Records; quest'ultimo lavoro, inciso in perfetta solitudine, è un tributo alla dimensione "one piano man show" con un viaggio nella memoria della musica americana che va da Jelly Roll Morton a Norah Jones, passando per Ray Charles e Randy Newman; qui propone tutta la sua gamma di interprete evidenziando il suo pianismo percussivo in debito con tutta la tradizione neroamericana su cui prende forma una vocalità intensa che evoca la più schietta radice blues del grido e del racconto.

Federico Zampaglione (chitarra acustica, dobro e voce)
Mario Donatone (piano e voce)
Danilo Bigioni (basso elettrico)
Roberto Ferrante (batteria e cori)

    

SABATO

28

GENNAIO

BLUE STUFF

Ingresso
libero

Prenota

BLUE STUFFI BLUE STUFF nascono a Napoli nel 1982, grazie all'iniziativa di Mario "Blue Train" Insenga, già animatore di un precedente progetto musicale che aveva dato vita ai Blue Box. Sin dall'inizio la band si caratterizza come una sanguigna blues band fedelmente dedita al Chicago Style. Così, mentre apparentemente i BLUE STUFF sembrano impegnati in un coerente recupero
di un certo blues filologico, di fatto però, attraverso le loro canzoni e i loro concerti, essi dimostrano come un linguaggio musicale possa rimanere di grande attualità e di grande coinvolgimento emotivo.
La semplicità ed immediatezza delle strutture ritmiche, la pulizia degli schemi armonici e melodici, il calore della voce e, soprattutto, la passione per il blues e più in generale per la musica, fanno del suono BLUE STUFF un esempio di vitalità musicale. Infatti il tratto saliente del progetto sta nel fatto che esso "brilla di luce propria", ciò a dire che i BLUE STUFF suonano del Chicago Blues, ma l'originalità delle loro composizioni li pone come una blues band viva e pulsante. D'altronde, testimonianza della vitalità di questo gruppo e' la sempre calda accoglienza ricevuta da parte del pubblico che non resta mai impassibile di fronte alla irresistibile miscela di musica, simpatia e spettacolarità.
Sul finire del 1991 nasce le collaborazione con Joe Sarnataro, ovvero l'alter ego blues di Edoardo Bennato. Nasce così il disco "E' Asciuto Pazzo 'O Padrone", colonna sonora di un musical e con un lungo tour europeo. Nel 1994 a esce "L'Acqua e' Poca" per la Sony, nel 1999 "Roba Blues" per la Cheyenne Records che pubblica anche l'ultimo lavoro "Altra Gente, Altro Blues" un nuovo CD che vede - tra gli altri - la partecipazione del polistrumentista partenopeo DANIELE SEPE. Il disco, che contiene 11 tracce originali, è una ulteriore testimonianza della capacità di questa band di saper comporre e suonare brani propri, affiancando al blues il dialetto napoletano, senza perdere il carattere dominante di questa musica.

I VIDEO DEI BLUE STUFF - BLUE STUFF su Wikipedia

  

 

da DOMENICA 29 a MARTEDI 31 GENNAIO

IL BIG MAMA RESTA CHIUSO

 

 

 

MERCOLEDI

1

FEBBRAIO

ONORATI COFFEE MAKER

BLUES BAND

Ingresso
libero

Prenota

ONORATI COFFEE MAKER BLUES BANDUna grande serata di ENTERTAINING BLUES con un repertorio che strizza l'occhio ai grandi padri fondatori del blues (Muddy Waters, John Lee Hooker, Freddie King) ma anche agli artisti della nuova generazione e alle sonorità più elettriche (Buddy Guy, Eric Clapton, Ben Harper). Appaiono così come vere perle le interpretazioni di brani morbidi come "Same old blues" o scatenati come "Palace of the king" o ancora uno slow come "I could cry". Formazione scarna ed essenziale, come la tradizione blues richiede, ma grande energia sul palco. Davanti a tutti la voce graffiante dell'istrionico Luigi Onorati, capace come pochi di coinvolgere e divertire il pubblico, sostenuto dalla sapiente chitarra di Stefano De Angelis. Il concerto è anche l'occasione per presentare il primo cd del gruppo. L'album contiene 11 brani "veramente" live, interamente registrato al Big Mama. Si va dai grandi classici come "born under a bad sign" di Albert King, alle sonorità country di "the ring of fire di Johnny Cash, fino alle radici del blues con i suoni ruvidi e acustici del Delta, come in "if iI had possession" di Robert Johnson, o ancora il groove di "who do you love" di Bo Diddley e la scatenata "Misirlou" che tutti ricordano nella colonna sonora di Pulp Fiction. Un disco pieno di amore per il blues che la band propone in tutte le sue live performances.
Luigi Onorati (voce) - Lucio Carletti (basso) - Mimmo Antonini (batteria) - Stefano De Angelis (chitarra)


La pagina dei COFFEE MAKER su Myspace - COFFEE MAKER su Facebook

  

GIOVEDI

2

FEBBRAIO

MICHAEL WESTON KING

Ingresso
libero

Prenota

michael weston kingMichael Weston King, viene associato spesso  ai Good Sons, piccola lodevole meteora del rock delle radici attecchita niente meno che in Inghilterra (ma con il cuore rivolto al deserto americano) e che fece parlare di sé alla metà degli anni Novanta. Una manciata di lavori onestissimi e con un'anima talmente invischiata nella polvere nel linguaggio roots da attirare le attenzioni della stessa scena texana, dove il gruppo finì per registrare e suonare con un contratto per la ormai defunta Watermelon (in Europa fu la Glitterhouse a concedere una chance al gruppo). Da quei tempi sono passati una quindicina di anni nei quali Weston King si è lasciato alle spalle i vecchi compagni, i ricordi, le occasioni mancate, per dare seguito ad una carriera solista se non altro costante e prolifica, che è arrivata a superare la decina di titoli fra dischi di studio e live.

In questo percorso il nuovo lavoro “I Didn't Raise My Boy to Be a Soldier” che Michael presenta in tour per l'Italia, occupa senza dubbio un luogo a parte, tanto è rapito dalla sua integerrima dimensione folk da battaglia.
Una raccolta, in gran parte di cover e con tre soli brani inediti firmati da Weston King, che riporta in superficie la dignità della canzone di protesta, cercando disperatamente di legarla ai tempi moderni e a quella lunga fila di bare di soldati inglesi, americani ed Italiani che hanno sfilato negli ultimi anni, di ritorno dall'Iraq e dall'Afghanistan. È lo stesso Micheal Weston King a esporre le ragioni di un simile progetto, partendo dalla folgorazione avuta leggendo un articolo della giornalista del Guardian Audrey Gillan nel febbraio del 2010. Da quel momento di rivelazione è nata Hey Ma I'm Coming Home, brano autografo insieme all'iniziale In Time e In Spain The Dogs are Too Tired to Bite You. Gesto nobile e sentimento inattaccabile per un songwriter che non ha vergogna di esporre le sue rimostranze sulla sorte del suo paese e del mondo intero, anche se l'iconografia musicale scelta per riempire gli spazi di I Didn't Paise My Boy to Be a Soldier è sin troppo ligia all'esperienza del folk revival.

Michael Weston King (voce, chitarra) with Alan Cook (pedal steel guitar / mandolin)

special guest PHIL ABRAM (chitarra)

 

VENERDI

3

FEBBRAIO

ALAN SOUL

& THE ALANSELZER

Ingresso
libero

Prenota

 

IL BIG MAMA STASERA VENERDI 3 FEBBRAIO

RESTA CHIUSO CAUSA NEVE

 

alan soulUna carriera lunga 30 anni, quella di Alan Soul (al secolo Giulio Todrani): in duetto con "Julie & Julie" agli esordi, poi come front-man di band come gli "Io Vorrei La Pelle Nera", con al fianco la figlia Giorgia - divenuta poi una delle voci più apprezzate del panorama musicale italiano - fino ad arrivare agli ALANSELZER con cui da anni esalta il proprio amore per il soul, lo swing, il funky. Nel disco ci sono i più bei successi dei grandi interpreti della musica nera; Otis Redding, Ray Charles, Smokey Robynson, James Brown, grazie alla voce di Alan Soul, uno dei pochi in circolazione veramente in grado di nterpretare degnamente questo repertorio, autentiche perle nel repertorio musicale della black music. E' ormai un Cd di culto l'album "Live @ Big Mama" registrato dal vivo a Trastevere nel 2009, mentre è in fase di mixaggio il volume n.2 sempre registrato dal vivo al Big Mama lo scorso dicembre. Ecco le note di copertina del primo CD a cura di Ernesto Assante:

"La musica soul non muore mai, non può morire. Non morirà finché ci sono dei cantanti come Alan Soul e dei gruppi come gli Alanselzer. Basta ascoltare le voce di Alan, seguire il ritmo della band, perdersi nelle note del pianoforte, nel pulsare del basso, negli assoli dei fiati, per essere trasportati, ancora una volta, nel cuore della musica, nell'anima del soul. No, non sono cover, non esistono cover nel soul, e non è una cover band quella che decide che non si può vivere senza suonare Georgia on my mind o Ain't that groove. No, il soul è una missione, una fede, una regola di vita (come le regole monastiche), che non possono essere tradite. E Alan Soul e gli Alanselzer non hanno mai tradito, nemmeno quando i tempi sono cambiati, i suoni sono cambiati, le mode sono cambiate.
Restano fedeli, fedelissimi, alla loro ragione di vita, ad una musica che è straordinaria e festosa, drammatica e appassionata, divertente e romantica, e la interpretano come la regola vuole, senza mai mentire, provando ad esprimere sentimenti e passioni senza alcuna mediazione. Abbandonate le consuetudini, dimenticate le cover, quello che state per ascoltare è musica, arte, vita, gioia, mescolate insieme da un gruppo di musicisti e un cantante che conoscono l'arte dell'intrattenimento e l'arte della musica, che predicano l'unica religione possibile, quella del soul, che praticano senza sosta da tempo immemorabile con uno stile davvero inconfondibile. Lunga vita ad Alan Soul e ai suoi Alanselzer, che ci dimostrano che si può vivere ancora credendo in qualcosa di importante. E si può, come recita il titolo di una canzone di Paul Simon, "still crazy after all these years".

Formazione: Giulio "Alan Soul" Todrani (voce), Ferruccio Corsi (sax alto, Mirko Rinaldi e Settimio Savioli (tromba), Alfredo Posillipo (trombone, Muzio Marcellini (piano, tastiere, Claudio Trippa (chitarra)., Maurizio Meo (basso elettrico), Stefano Parenti (batteria)

  

SABATO

4

FEBBRAIO

ROBERTO CIOTTI

Ingresso
libero

Prenota

IL BIG MAMA STASERA SABATO 4 FEBBRAIO

RESTA CHIUSO CAUSA NEVE

roberto ciottiIl nome di Roberto Ciotti è indissolubilmente legato al Blues in Italia, di cui è il più importante esponente. Da quaranta anni – l’inizio della sua carriera e’ nei primi anni settanta con i Blue Morning, in cui militava anche il sassofonista Maurizio Giammarco – Roberto suona il blues come nessun altro nel nostro paese, con un tocco che è il “suo”, l’anima romana che è la “sua”, e un occhio sempre rivolto al di là dell’Atlantico.
Ha inciso quattordici dischi come solista e decine come side man di colleghi con nomi come Francesco De Gregori ed Edoardo Bennato, mettendo la sua chitarra in quelli più importanti.
Negli anni ottanta è stato l’unico musicista - in cui non scorresse sangue inglese - al fianco di un lungo e fortunato tour del batterista Ginger Baker (Cream), per dirne uno che di storia del rock ne sa qualcosa.
Negli ultimi anni ha scritto un’autobiografia e pubblicato dvd con L’espresso, fatto tour di successo in Brasile e molto altro. Prende sbandate periodiche per suoni che virano verso il latino o concede un pò al pop, ma sempre al blues ritorna.
Perché il blues è una madre che non si dimentica, una donna che non si abbandona, mai. Inizia nei '70 la passione per il blues ascoltando dal vivo Hendrix e i primi dischi d'importazione.
Da li' inizia una lunghissima carriera che attraversa varie fasi, da quelle del Blues acustico a quelle Rock Blues fino ad arrivare nel 1988 al Cd "NO MORE BLUE" dove si mette in evidenza come compositore. Lo stile cambia molto arricchendosi di armonie e ritmi soul e latini ma restando ferma l'ispirazione del blues.

Tante sono le collaborazioni (Ginger Baker, Brian Auger), le partecipazioni ai festival internazionali (Berlino, Bellinzona),l'apertura dei concerti di Bob Marley, tours USA (con Ginger Baker) e RUSSIA ed anche le collaborazioni come session men (Edoardo Bennato, Francesco De Gregori), le tante apparizionin televisive e le colonne sonore (tra le tante, quelle delle pellicole Marrakesh Express e Turne' di Gabriele Salvatores). Dopo 8 anni dall’ultimo cd di inediti (in mezzo un “libro autobiografico” e un CD/dvd “live”) Roberto Ciotti torna ad incidere con la sua band.

Troubles and Dreams è il lavoro più maturo di Ciotti; una cavalcata fra tradizione e modernità, tra il classico sound elettrico dell'artista e suoni acustici molto curati.

È un recupero di tutte le istanze blues, dalle più antiche alle più recenti ,un alternarsi di ritmi fusi da unico stile, quello caratteristico di Roberto.

 

Il sito web di ROBERTO CIOTTI

 

 

da DOMENICA 5 a MARTEDI 7 FEBBRAIO

IL BIG MAMA RESTA CHIUSO

 

 

 

MERCOLEDI

8

FEBBRAIO

DESIREE' SINGS BACHARACH

Ingresso
libero

Prenota

desirée petrocchiIl progetto Désirée Sings Bacharach nasce nel 2004 da un’idea di Désirée Petrocchi, una delle più apprezzate voci della Capitale, con l’intento di celebrare questo straordinario compositore, riproponendo in chiave acustica e con arrangiamenti originali i suoi grandi classici: da “I Say a Little Prayer” a “Alfie”, da “Raindrops Keep Falling On My Head” a “I’ll Never Fall In Love Again”, da “Walk On By” a “The Look Of Love”. Le sue canzoni sono state rese celebri da grandissimi interpreti come Dionne Warwick, Aretha Franklin, Tom Jones, Nat King Cole, Elvis Costello, Patti Labelle, Christopher Cross s Diana Krall, Rod Stewart solo per citarne alcuni.
Questo progetto artistico riunisce alcuni tra i più importanti ed eclettici musicisti della scena romana e nazionale che, attraverso la versatile voce di Désirée Petrocchi danno vita ad un emozionante viaggio musicale che ripercorre gli ultimi 50 anni di storia, raccontata, tra un brano e l’altro, con brevi cenni biografici su Bacharach e riferimenti ai fatti di cronaca più rilevanti. Di prossima pubblicazione un cd legato a questo progetto, che vanta ospiti illustri, tra cui il leggendario Robben Ford alla chitarra, Robbie Dupree alla voce e Tollak Ollested all’armonica.
Cantante, autrice, arrangiatrice, Désirée ha vissuto i primi anni della sua vita tra l'Italia, il Giappone e gli USA. Dopo aver studiato danza classica per alcuni anni, inizia a muovere i primi passi nella musica all'età di 11 anni, con lo studio della chitarra e le prime nozioni di solfeggio e canto. Nella sua lunga carriera ha abbracciato diversi generi musicali dal Jazz/Fusion al Soul, dalla Dance al Rhythm & Blues, dal Pop al Gospel. Nel 1996 fonda, insieme a Susanna Stivali e Fabiola Torresi il gruppo vocale Vocintransito, con cui incide nel 2007 l’omonimo cd e partecipa a varie trasmissioni tv (Festa Italiana - Rai 1 2008, Miss Italia – Rai 1 2005) e radiofoniche. In oltre 25 anni di carriera ha calcato le scene di palchi prestigiosi (Auditorium Parco della Musica di Roma per Jazz for Children, Teatro Sistina di Roma per Le Città del Jazz con l'orchestra di Massimo Nunzi, 6 edizioni di Jazz Image di Villa Celimontana, le Scuderie Papali del Quirinale, il concerto del Primo Maggio a Piazza San Giovanni con Blue Noise & Robben Ford, il Barilla Pasta Day 2009 con il Trio Medusa, in diretta su Radio Dee Jay, il Roma Fiction Fest 2009 a Castel Sant’Angelo, Amici 2011 nell’orchestra di Beppe Vessicchio (Canale 5). Ha inciso alcune colonne sonore per il cinema: la versione italiana del premio oscar Shrek, Storie d'Amore con i Crampi di Pino Quartullo e per la TV: Baby Looney Tunes (Warner Bros), Il Postino Pat (BBC e SkyTV), Le Superchicche, (RaiSat Ragazzi e SKY TV)... Ha collaborato in tour con Mario Biondi (2008) e Tony Esposito (1996) e partecipato a numerose produzioni dance, come lead vocalist, arrangiatrice ed autrice (Irma Records, Expanded Music, Ala Bianca, Flying Records..)

Désirée Petrocchi (voce), Aidan Zammit (piano, voce), Lorenzo Feliciati (contrabasso), Emanuele Smimmo (batteria), Angelo Olivieri (tromba, flicorno)

  

GIOVEDI

9

FEBBRAIO

FABIO ZEPPETELLA

ORGAN TRIO

Ingresso
libero

Prenota

fabio zeppetellaFabio Zeppetella è uno tra i migliori chitarristi e compositori italiani affermatosi nell’attuale scena jazz nazionale ed europea. Dotato di una tecnica ineccepibile e di grande sensibilità musicale, si avvale di un linguaggio unico e molto personale, frutto di uno studio sempre votato alla ricerca di uno stile che negli anni ha reso proprio. È arrivato all’elaborazione di un suono del tutto originale passando dalla tradizione e dalla musica di maestri come Charlie Cristian e Wes Montgomery all’evocazione del be-bop e dell’hard-bop degli anni sessanta. Nel suo fraseggio si scoprono gli aspetti dominanti di un linguaggio mai scontato, a volte virtuoso a volte dolce ma sempre essenziale, dimostrando una particolare attenzione al significato delle singole note e delle “linee in movimento” che da esse vengono prodotte. Le sue caratteristiche dominanti sono costituite dalla freschezza e dalla forza insite nel modo originale di interpretare la musica, e da un particolare lirismo nel quale appare evidente la volontà di ricercare un legame tra poesia e musica. Il suo dinamismo e la sua poliedricità si concretizzano nell’adesione a numerosi progetti musicali che vanno dal jazz puro alle contaminazioni con il Funk e l’R&B.

trioNumerose le collaborazioni con Kenny Wheeler (cd Moving lines 1995 DDQ), Lee Konitz, Tom Harrell (cd The Auditorium session 2008 PdM), Enrico Rava (cd Spirit, energy, presence 2005 Braveartrecords) , Paolo Fresu (cd Greetings from Pozzuoli 1998 Challenge), Aldo Romano e Danilo Rea (cd Jobim variations 2009 Universal Emarcy), Emmanuel Be e Roberto Gatto ( cd A tribute to Wes Montgomery 1998 Philology e cd No clue 2010 Braveartrecords), Steve Grossman, Javier Girotto, Nicola Stilo, Stefano  Bollani, Rosario Giuliani, Fabrizio Bosso, Gegè Telesforo (cd Love and other contraddiction 2007 Groovemasteredition), Stefano Di Battista, Maurizio Giammarco, Gianluca Petrella, Fabrizio Sferra, Ares Tavolazzi, Ramberto Ciammarughi, Heyn Van De Geyn, Aaron Goldberg Greg Hutchinson e molti altri. 

Fabio Zeppetella (chitarra) - Alberto Marsico (organo Hammond) - Andrea Marcelli (batteria)

  

VENERDI

10

FEBBRAIO

BIANCA BLUES

& I 7 SOUL

Ingresso
libero

Prenota

bianca blues20 anni di attività per la storica band romana dei "Bianca Blues & 7 Soul", con all'attivo due album, uno dal vivo ed il secondo registrato in studio. in scaletta grandi successi del Soul e Rhythm 'n Blues: da "Knock on Wood" a "My Girl" e "Mustang Sally", tutti intrepretati magistralmente dalla grande voce di Fulvio Tomaino e con l'energia e l'impatto sonoro di una delle migliori sezioni fiati in circolazione.
Stax, Motown, Chess, Rhino. Quattro nomi che hanno fatto la storia della musica nera negli Stati Uniti. Un'evoluzione musicale e una rivoluzione culturale che ha investito milioni di persone. Fra questi molti musicisti sono stati coinvolti attivamente in quella che è stata chiamata la consapevolezza nera, e quindi la lotta per l'affermazione degli afroamericani nel proprio paese e nel mondo intero. Artisti come curtis Mayfield, Ray charles, Aretha Franklin, Otis Reddig, Sam Cooke , Al Green fino ad arrivare ai più impegnati Marvin Gaye, War, James Brown, hanno contribuito al pari di coraggiosi uomini politici neri e personalità dell'epoca (Malcolm X, Martin Luther King, Muhammad Alì) all'affermazione della comunità afroamericana. Le canzoni trasmesse dalle radio hanno fatto ballare speranzose generazioni nei quartieri poveri di New York, Chicago, Detroit, New Orleans.

fulvio tomainoLa leggenda di quel sound è ancora presente nella musica e nella cultura odierna. BIANCA BLUES & I SETTE SOUL sono da anni portatori di questo suono, inconfondibile. Soul, funk e Rhythm'n' blues si mescolano in uno spettacolo di una band di nove elementi con una starordinaria sezione fiati.

FULVIO TOMAINO (voce), ALFREDO BOCHICCHIO (chitarra), MASSIMILIANO CIAFREI (tastiere), MASSIMO NANNI (basso), STEFANO MARAZZI (batteria), SERGIO VITALE (tromba), LUCA GIUSTOZZI (trombone), CARLO MICHELI (sax alto), PAOLO TOMASSINI (sax baritono), BRUNO COLTRE (sax tenore)


IL SITO WEB DI BIANCA BLUES E I SETTE SOUL

FULVIO TOMAINO WEBSITE

SABATO

11

FEBBRAIO

PIU' BESTIAL CHE BLUES

Ingresso
libero

Prenota

besial bluesDa oltre vent'anni i leggendari "Bestiali" trasformano ogni loro esibizione in un momento magico, rendendo impossibile sottrarsi ad un totale coinvolgimento, fatto di musica e vibrazioni positive. Il repertorio è uno straordinario compendio musicale, in cui confluiscono brani più o meno noti, che coprono un arco temporale che passa i quarant'anni; da Sam Cooke, a Prince passando per Dylan, Otis Redding, Rolling Stones, John Hiatt e tanti altri. Come sempre la leadership è quella del batterista Antonio Santirocco (il sindaco del blues) con una carriera trentennale che lo ha visto accanto a Noel Redding (bassista degli Experience di Jimi Hendrix), Louisiana Red, Alex Britti e tanti altri.

I Bestiali hanno partecipato alle riprese di "Baciami Ancora", il sequel de "L'Ultimo Bacio" di Gabriele Muccino, che li aveva già voluti protagonisti di una famosa scena (quella del matrimonio) nel primo episodio del 2001. Inoltre stasera si celebra la festa del "Sindaco del Blues", alias Antonio Santirocco, vera guida spirituale di due generazioni di musicisti blues della capitale.
DAVIDE GENTILI (voce - armonica) - DANIELE BAZZANI (chitarra - voce) - ROBERTO PAGGIO (piano - organo) - MICK BRILL (basso) - ANTONIO SANTIROCCO (batteria e voce).

La pagina dei Bestiali su Myspace

  

 

da DOMENICA 12 a MARTEDI 14 FEBBRAIO

IL BIG MAMA RESTA CHIUSO

 

 

 

MERCOLEDI

15

FEBBRAIO

NORDGARDEN

Ingresso
libero

Prenota

nordgardenNordgarden è finalmente tornato col suo quarto disco "You Gotta Get Ready". Dopo tre anni in viaggio per il mondo e infiniti concerti in giro per l´Europa e gli Stati Uniti torna il cantautore norvegese che ha vissuto a Bologna, a Firenze e che adesso risiede nuovamente in Italia, questa volta ad Acitrezza in Sicilia. E il suo è un ritorno importante e di grande forza. "You Gotta Get Ready" è un disco che nasce dal grande amore per la musica americana, in particolare per il folk e il country. Durante viaggi sulle coste del North East e della California Nordgarden scopre se stesso e le radici profonde che ha avuto nella musica americana sin dall?infanzia. Oggi è un Nordgarden più cosciente e più maturo, che si esprime con le proprie parole e emozioni. È un Nordgarden più indipendente questo di "You Gotta Get Ready" che ricorda con piacere i suoi inizi artistici a Firenze nel 2003, con l?aiuto e la produzione di Paolo Benvegnù - ma che adesso ha la consapevolezza di poter muoversi da solo. Così con "You Gotta Get Ready", prosegua anche il cammino della sua etichetta discografica, la GDN Records, nata con l?intento di veicolare le proprie produzioni in assoluta indipendenza, sentendosi a pieno titolo un artista moderno che fa tutto DIY (do it yourself), mostrando sia le capacità di gestire la propria direzione che di produrre la propria musica.
Il disco "You Gotta Get Ready" è un viaggio attraverso dieci canzoni in cui la forza e la voglia di combattere e resistere hanno il ruolo principale. C'´è un atteggiamento che si può riassumere con "non mi lascio sconfiggere da tutto ciò che mi circonda - nè dalle mille sfide, dai mille schiaffi e né da tutte le difficoltà della vita". Nordgarden vuole scegliere, insistere, superarsi ed uscire dalla battaglia come un uomo migliore. Però ci sono anche storie in cui si riconoscono le proprie debolezze, la fragilità, la sfiducia nelle cose, con la consapevolezza che col tempo e la costanza un giorno questi ostacoli si potranno superare. In "Schiphol Blues" e "They´re Building, They´re Building" Nordgarden osserva il mondo dalla finestra di un pullman o da un aeroporto e si accorge che le cose intorno a lui stanno andando abbastanza male. Invece in canzoni come "You Gotta Get Ready" o "Keep It Shining on the Inside" si alza dalla sedia, stringe il pugno e si impone di impegnarsi per migliorare le cose e il proprio stato di essere – quello che chiama il suo "fighting spirit". In altre canzoni come "Leaving" e "Some Work on You" impariamo a conoscere un Nordgarden empatico che osserva alcuni suoi amici che fanno una fatica ad affrontare le delusioni dell´amore e della vita. Il viaggio finisce con "Carousel on the Loose" dove il nostro protagonista sta tornando dal lavoro sul tardi, nel buio della notte e della sua mente, sottofondo la malinconia c´è quella forza e quella voglia di andare oltre, sapendo che il dolore sarà superato anche questa volta.
L'idea del nuovo disco nasce nell´estate del 2010, quando Nordgarden è in tour in Sicilia con Fabio Genco (BanaNalonga, Clouds in a Pocket ++). Il comune amore per i Calexico e per Andrew Bird li porta a incominciare le registrazioni di quello che sarebbe stato il nuovo disco di Nordgarden nello studio di Genco, a casa sua a Marsala. Così nel settembre 2010 prendono vita i primi cinque brani che costituiranno le fondamenta del disco. Dopo la Sicilia e un altro ennesimo tour in Olanda, Nordgarden torna in Norvegia e continua il lavoro nel suo appartamento a Valerenga, un quartiere ad Oslo, dove registra vari arrangiamenti di strumenti e cori. Inizia la sperimentazione della sua prima autoproduzione. Chiama vari amici in giro per la città, li invita di partecipare e porta con sé lo studio portatile per registrare tutto ciò che può essere una fonte possibile d´ispirazione. L´ultimo tocco viene fatto a fine estate del 2011 nella sua nuova casa ad Acitrezza dove il missaggio ha potuto godere del panorama del mare Mediterraneo che si vede dal balcone dello studio.
Biografia + discografia Sin dall´infanzia Nordgarden è stato un gran fan di Bruce Springsteen e, come ha lui stesso dichiarato più volte, la “rivelazione” del rock´n´roll è arrivata proprio in un concerto del “boss” dell?estate del 1993 a Valle Hovin ad Oslo. Con gli anni sono arrivati gli ascolti e le influenze di altri musicisti, sempre cantautori, per i quali il testo e la comunicazione stanno al centro dell?attenzione; artisti come Jeff Buckley, Elliott Smith e anche artisti più recenti come Ryan Adams, Andrew Bird e Paul Curreri. La carriera musicale di Nordgarden comincia realmente quando sceglie di lasciarsi tutto alle spalle e di trasferirsi, nel 2000, a Bologna, con la volontà di rovesciare il proprio mondo, inseguire l?avventura, e scoprire cosa sarebbe potuto succedere. Dopo un anno in giro suonando per le strade e nei piccoli locali di Bologna arriva la chiamata da Paolo Benvegnù che gli propone di andare a Firenze e di produrgli il suo primo disco. Dopo cinque settimane in studio, nel folle calore dell´estate fiorentina del 2002, nasce il disco d?esordio "Terje Nordgarden" uscito nel 2003 per l´etichetta fiorentina Stoutmusic. La stampa risponde con entusiasmo e prende il via la carriera musicale di Nordgarden, una lunga strada fatta di tanti concerti in giro per l?Italia, tra cui quello sul Main Stage di Arezzo Wave del 2003. Nel 2005 un?operazione alle corde vocali lo costringe a un anno di pausa. Il pensiero e la paura di perdere la voce sono una bella scossa e lo spingono insistentemente a tornare sulle scene. Nordgarden si riprende presto e l´anno successivo fa il suo secondo disco "A Brighter Kind Of Blue", molto spartano e acustico, e che questa volta esce anche in Norvegia. Stein Ostbo del giornale VG scrive: "Il cantautore norvegese che recentemente è arrivato più vicino alle qualità fuori dai tempi di Ryan Adams". Con questo disco Nordgarden allarga il suo percorso e inizia a suonare in tutta Europa.

Nel 2008 registra ad Oslo nello studio dei Jaga Jazzist, anche insieme ad alcuni di loro, e fa un ulteriore passo verso la sua maturità musicale: esce il suo primo disco per la propria etichetta GDN Records. Si intitola "The Path Of Love". È un disco ricco di arrangiamenti, con un suono molto caldo che gli permette finalmente di realizzare uno dei suoi grandi sogni, quello di di suonare a NYC nei locali dell? East Village e Greenwich Villane e successivamente di esplorare gli USA, il paese dei grande sogni, la Promised Land che cantava così ferocemente il suo primo grande idolo.

In esclusiva, nella edizione online della rivista ROLLING STONE, l'anteprima di tre brani in download gratuito del nuovo album di Nordgarden.

  

GIOVEDI

16

FEBBRAIO

RINO GAETANO BAND

Ingresso
libero

Prenota

rino gaetanoNato il 29 ottobre 1950 e scomparso a soli 31 anni in seguito ad un incidente stradale, è stato considerato un artista decisamente "avanti" per i suoi tempi. Rino Gaetano ha avuto il merito di aver inserito un linguaggio che univa ironia, denuncia, satira, in un solo apparente stile scanzonato: un analista spietato e lucido dei malcostumi del suo tempo, dei vizi e delle abitudini che ci circondano. Le canzoni di Rino Gaetano hanno conosciuto - negli ultimi anni - una nuova giovinezza. Riscoperta dai giovanissimi, utilizzata in importanti campagne ubblicitarie, la musica di Rino continua a piacere e ad emozionare, a dispetto del tempo e del cambio generazionale. Un segno evidente che contraddistingue l'arte dalla pura musica commerciale. la RAI ha dedicato una fiction in due puntate alla vita del cantautore, calabrese di nascita e romano di adozione. Il Comune di Roma gli ha intitolato una strada, nei pressi del quartiere Montesacro dove viveva. Ci restano anche alcuni filmati - pochi per la verità - per cercare di capire e conoscere meglio questo artista stravagante e illuminato, come quello che potete visualizzare in questa pagina. In concerto ci sarà la RINO GAETANO BAND, con la presenza di Alessandro, nipote di Rino, e la splendida voce di Marco Morandi.

 

Marco Morandi - voce
Alessandro Gaetano- Voce , Chitarra, Gingilli
Yuri Carapacchi - Batteria
Menotti Minervini - Basso
Andrea Ravoni - Chitarra Elettrica
Federico D'angeli - Voce
Giorgio Amendolara - Tastiere

 

RINO GAETANO OFFICIAL WEBSITE

VENERDI

17

FEBBRAIO

NO MORE BLUE

Ingresso
libero

Prenota

no more blue

Il gruppo nasce nel 2007 da un comune interesse per il pre-war blues dei primi anni ‘20/’30. La direzione condivisa è quella dell’ essenzialità di espressione, della coerenza interpretativa attraverso un percorso di ricerca ed approfondimento culturale. Il gruppo ha partecipato a numerosi Festival Blues in Italia e all'estero. Il chitarrista Sandro Vernacchia da anni collabora con la blues band partenopea Blue Stuff. La grande forza dei No More Blue risiede sopratutto nella splendida voce di Michelle, capace di creare atmosfere davvero fuori dal tempo.

MICHELLE CHIUCHIOLO (voce) - Nasce a Firenze il 3 marzo 1975. Sin da piccola mostra interesse per il canto e la musica anche per la presenza in casa di familiari musicisti. Le sue influenze più forti provengono da cantanti quali Memphis Minnie, Billie Holiday e Jo Ann Kelly. Ama il canto essenziale, privo di eccessi, mai sopra le righe. Studia tecnica vocale al CJ di Torino ed in seguito al CFM di Napoli con Cristina Florio. Tra le esperienze: varie serate in clubs torinesi e successiva- mente a Napoli in varie formazioni blues.

SANDRO VERNACCHIA (chitarra) - Nasce ad Avellino il 12 settembre 1964. Nel 1983 inizia gli studi di chitarra jazz alla ‘Saint Louis Jazz School’ di Roma e successivamente suona in vari locali jazz della capitale. Contemporaneamente si avvicina al rock e alla canzone d’autore, esperienze che lo portano a suonare con il cantautore Mimmo Locasciulli. Poi prende definitivamente la strada del Blues, la sua vera passione attraverso la formazione di una cover band che riproponeva brani della Allman Brothers Band ed in seguito con la partecipazione in diversi gruppi di Blues elettrico nonché acustico fingerstyle. Tra le influenze più significative: Duane Allman, Skip James, Mississippi Fred McDowell.

MASSIMO FURIO (blues harp) - Nasce a San Vito dei Normanni (BR) il 27 novembre 1956. Musicista di grande esperienza, autodidatta e da sempre appassionato di Blues, viene definito per le sue qualità di strumentista, “L’armonica di Napoli”, città in cui risiede. Ha collaborato con diversi gruppi napoletani tra i quali i ‘Juke Joint’ ed i ‘Blue Stuff’ di Mario Insenga, con i quali ha registrato “Roba Blues” e l’ultimo disco “Altra gente... altro Blues”. E’ molto attivo anche per ciò che riguarda partecipazioni a Reunions e Meetings di armonicisti sia in Italia che in Europa. Tra le influenze principali: Sonny Terry, Walter Horton, Little Walter, James Cotton.

 

SABATO

18

FEBBRAIO

ROBERTO CIOTTI

Ingresso
libero

Prenota

ciottiIl nome di Roberto Ciotti è indissolubilmente legato al Blues in Italia, di cui è il più importante esponente. Da quaranta anni – l’inizio della sua carriera e’ nei primi anni settanta con i Blue Morning, in cui militava anche il sassofonista Maurizio Giammarco – Roberto suona il blues come nessun altro nel nostro paese, con un tocco che è il “suo”, l’anima romana che è la “sua”, e un occhio sempre rivolto al di là dell’Atlantico.
Ha inciso quattordici dischi come solista e decine come side man di colleghi con nomi come Francesco De Gregori ed Edoardo Bennato, mettendo la sua chitarra in quelli più importanti.
Negli anni ottanta è stato l’unico musicista - in cui non scorresse sangue inglese - al fianco di un lungo e fortunato tour del batterista Ginger Baker (Cream), per dirne uno che di storia del rock ne sa qualcosa.
Negli ultimi anni ha scritto un’autobiografia e pubblicato dvd con L’espresso, fatto tour di successo in Brasile e molto altro. Prende sbandate periodiche per suoni che virano verso il latino o concede un pò al pop, ma sempre al blues ritorna.
Perché il blues è una madre che non si dimentica, una donna che non si abbandona, mai. Inizia nei '70 la passione per il blues ascoltando dal vivo Hendrix e i primi dischi d'importazione.
Da li' inizia una lunghissima carriera che attraversa varie fasi, da quelle del Blues acustico a quelle Rock Blues fino ad arrivare nel 1988 al Cd "NO MORE BLUE" dove si mette in evidenza come compositore. Lo stile cambia molto arricchendosi di armonie e ritmi soul e latini ma restando ferma l'ispirazione del blues.

Tante sono le collaborazioni (Ginger Baker, Brian Auger), le partecipazioni ai festival internazionali (Berlino, Bellinzona),l'apertura dei concerti di Bob Marley, tours USA (con Ginger Baker) e RUSSIA ed anche le collaborazioni come session men (Edoardo Bennato, Francesco De Gregori), le tante apparizionin televisive e le colonne sonore (tra le tante, quelle delle pellicole Marrakesh Express e Turne' di Gabriele Salvatores). Dopo 8 anni dall’ultimo cd di inediti (in mezzo un “libro autobiografico” e un CD/dvd “live”) Roberto Ciotti torna ad incidere con la sua band.

Troubles and Dreams è il lavoro più maturo di Ciotti; una cavalcata fra tradizione e modernità, tra il classico sound elettrico dell'artista e suoni acustici molto curati.

È un recupero di tutte le istanze blues, dalle più antiche alle più recenti ,un alternarsi di ritmi fusi da unico stile, quello caratteristico di Roberto.

 

Il sito web di ROBERTO CIOTTI

 

 

 

 

 

 

     
     
 
 
 
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