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MERCOLEDI

4

MARZO

KILLER BAND

Ingresso

libero

Prenota

killer bandSerata speciale per la presentazione del primo cd della band. 11 brani registrati in presa diretta al Big Mama, trasformato per l’occasione in studio di registrazione. La musica della Killer band affonda le proprie radici nel rock e nel blues più sanguigni.


Otto brani originali in bilico tra tradizione e ricerca dell’originalità. Canzoni che parlano di storie comuni i cui personaggi, immaginari o a volte reali, raccontano le loro vicende, i modi di essere, i sentimenti o ancora le proprie fantasie. Un brano speciale è dedicato al bluesman Roberto Ciotti scomparso un anno fa. “Take my guitar in your hands….drive my fingers on the strings…” una preghiera laica da un musicista ad un altro e che racconta del vuoto che Roberto Ciotti ha lasciato nel mondo musicale non soltanto romano.


Alle composizioni originali si affiancano brani tratti dal la tradizione blues, con una reinterpretazione che racconta storie di lotta e spiritualità; una ispirazione che viene da artisti che non conobbero il successo commerciale, ma che hanno avuto una grande importanza per l'evoluzione della musica blues.


de angelisCi sono quindi "T.B.Blues" e la murder song "John Hardy" scritte da Huddie William Ledbetter in arte “Leadbelly”, perfetta congiunzione tra blues e folk. Molte sue registrazioni furono effettuate in carcere (come anche per Bukka White) dal famoso etnomusicologo e produttore Alan Lomax quando l’artista era ormai dimenticato da tutti. Leadbelly è stato un punto di riferimento per molti artisti che hanno attinto a piene mani alla sua arte (Led Zeppelin, Nirvana, ecc). Il cd comprende anche un brano di Hendrix (Burning of the Midnight Lamp). Jimi è un punto di riferimento imprescindibile per la musica moderna, non solo per l’ineguagliato virtuosismo chitarristico ma anche e soprattutto per l’enorme contributo in termini compositivi che la sua breve ma intensa carriera ha regalato alla musica contemporanea.


Killer Band sono: Serena Sciamanna (voce), Stefano De Angelis (chitarra), Lucio Carletti (basso), Valentina De Iuliis (organo Hammond), Mimmo Antonini (batteria)

 

GIOVEDI

5

MARZO

MARCO & L'APE

Ingresso

libero

Prenota

marco grifasiMarco Grisafi, classe 1986, l’arte ce l’ha nel sangue nel vero e proprio senso della parola: la sua formazione si snoda in un lungo percorso tra musica, radio, televisione. Quello che di lui colpisce in particolar modo è la passione con cui affronta ogni nuova sfida artistica. Una passione comune solo a chi pensa davvero di avere qualcosa da esprimere, qualcosa con cui emozionare il pubblico ed emozionarsi. Marco & L'Ape, concepito e realizzato con Emiliano Begni, pianista ed arrangiatore di Rossana Casale, torna al Big Mama in occasione del compleanno del protagonista, preludio all'uscita del primo CD.

Marco Grisafi (voce), Emiiliano Begni (Arrangiamenti, Piano, Direzione musicale), Stefano Ciuffi (chitarre), Peppe Russo (sax), Ermanno Dodaro (contrabasso), Federico di Maio (percussioni)

  

VENERDI

6

MARZO

MICHAEL MANRING

& CLIVE CARROLL

Ingresso

libero

Prenota

Per la prima volta insieme, questi due virtuosi musicisti daranno vita ad una performance di altissimo livello, arricchendo a vicenda le già straordinarie capacità compositive di ognuno e presentando una esibizione piena di funambolismi ed energia contagiosa..!!

 

manringMICHAEL MANRING (Washington DC, 1960) è originario della Virginia, laureato alla scuola di musica Berklee, Michael Manring iniziò la sua carriera suonando discomusic e fusion nelle discoteche di Washington.
Le sue sperimentazioni sul basso elettrico contribuirono (e tutt'ora contribuiscono) ad elevare il ruolo del basso elettrico nella musica contemporanea seguendo l'impegno del suo "maestro" ideale Jaco Pastorius, con il quale ha studiato e di cui era allievo prediletto. Le sue caratteristiche principali sono: uso di accordature particolari, velocità e magistrale uso degli armonici. Michael Manring è considerato il più grande innovatore che abbia mai suonato il basso elettrico dalla sua invenzione nel 1951. Qualcuno ha detto che, assieme a James Jamerson e Jaco Pastorius, Michael è la terza colonna portante del basso elettrico.
Oltre ad essere stato per anni il bassista ufficiale della Windham Hill Records, Manring ha inoltre inciso e suonato con Michael Hedges, in tutte le registrazioni prima della sua prematura scomparsa, con Alex Skolnick (nelle band Skol-Patrol e Attention Deficit, che vedevano inoltre alla batteria Tim Herb Alexander dei Primus), Daniele Gregolin, Larry Kassin, Tom Darter, Steve Morse, David Cullen, Patti Larkin, e molti altri famosi musicisti. È stato membro del progetto Yo Miles!, La Miles Davis tribute band fondata da Henry Kaiser e Wadada Leo Smith, sin dalla sua fondazione. È sempre impegnato in Tour e Clinic che lo vedono protagonista in diversi paesi del mondo, amato da tutti gli ascoltatori e rispettato come un virtuso estremo dello strumento per il suo uso continuo di accordature aperte, cambi di accordatura durante le esecuzioni, effetti inusuali e pionieristici: arriva a suonare anche due o tre bassi alla volta durante i concerti, come testimonia la sua storica composizione My Three Moons. Suona bassi Zon, con cui ha anche progettato il suo personale modello, l’Hyperbass.
Oggi Michael continua la sua incredibile attività con un calendario fittissimo di registrazioni in studio, seminari didattici e concerti, da solista e come musicista fondamentale a fianco di nomi prestigiosi della musica contemporanea. L’ultimo CD “Soliloquy” è una chiara dimostrazione di come un solo basso elettrico nelle mani di un genio della musica contemporanea possa nello stesso tempo esplorare sonorità innovative mantenendo melodie ed armonie emozionanti. Lo possiamo trovare con la tasterista new-age Susanne Ciani, con il chitarrista Henry Kaiser, ad un festival folk con John Gorka, con il chitarrista Alex De Grassi, oppure alle prese con il suo trio punk-jazz di Seattle, i Sadhappy…e tutto questo perché , come ama dire lo stesso Michael, “it’s all music!”.
Il segreto della sua abilità a trovarsi a proprio agio con stili musicali così differenti è senza dubbio l’ incredibile amore per la Musica nella sua totalità e per il suo strumento.
Iil consiglio della rivista francese “Musicien” è: “Non perdete la prossima opportunità di scoprire il bassista più genuino e innovativo dei nostri giorni”.

carollCLIVE CARROL (UK) è cresciuto in una famiglia con profonde radici musicali bluegrass e di Irish music. E’ l’incontro con John Renbourn nel 1998 a incoraggiare questo precoce e geniale chitarrista acustico a pubblicare il suo primo solo cd , Sixth Sense, stimato dalla critica inglese come “una pietra miliare nel viaggio della chitarra acustica”.
Sempre Renbourn nel 2000 lo ha voluto per due anni consecutivi come supporter nel suo tour mondiale, che ha consacrato Clive come uno straordinario chitarrista capace di proporre esecuzioni finissime in grado di creare atmosfere calde e coinvolgenti.
Clive si è diplomato in composizione con il massimo dei voti al Trinity College di Londra e suona con grande bravura e intensità praticamente tutto, dalla musica tradizionale irlandese alla classica, al folk, al blues. Dotato di un tocco straordinario e di una tecnica quasi inarrivabile, punta molto sulla sua sensibilità musicale e sulle splendide composizioni originali. Il suo stile, inconfondibile e originale, è fatto di bending e di glissati, di veloci legature eseguite con la mano sinistra, come di velocissime terzine suonate con la mano destra, legate soprattutto al suo background musicale (Clive è di famiglia irlandese). Pupillo di John Renbourn, e questo vuol dire veramente tanto, ha iniziato suonando il banjo, quindi la chitarra elettrica e tra le sue influenze si rintracciano Bela Bartok, Steve Reich, la musica tradizionale romena e Benjamin Britten.
Di alto livello, e tra le più diverse, le sue esperienze musicali, come lo stesso Clive afferma in una intervista: “…ho appena finito di scrivere la musica di Driving Lessons, un film di Jeremy Brock con Rupert Grint, sapete, quel ragazzo coi capelli rossi dei vari Harry Potter, che in questo caso è il protagonista assieme a Julie Walters, una famosa attrice inglese; ho scritto tutta la musica assieme a John Renbourn, una colonna sonora per ensemble da camera con le chitarre acustiche a condurre i temi”.
La varietà musicale delle sue esecuzioni è notevole ed è unita ad una tecnica limpidissima, completa e stilisticamente varia, ma senza forzature, espressa con grande scioltezza e naturalezza. Nello stesso tempo Clive si dimostra dotato di una forte capacità comunicativa ed espressiva, con una spiccata carica di simpatia: un suo concerto è di sicuro un’esperienza da non perdere. E’ oggi è uno più richiesti performer di chitarra al mondo e la sua fama è destinata a crescere sempre di più, come testimoniano artisti come Tommy Emmanuel e John Renbourn, che condividono molto spesso con lui festival e tour. 

  

SABATO

7

MARZO

ADIKA PONGO

Ingresso

libero

Prenota

ADIKAGli Adika Pongo sono una concreta realtà musicale dal 1994, anno in cui leader e fondatore del gruppo era quel Niccolò Fabi che sarebbe poi divenuto cantautore affermato. Da allora la band, capitanata da Alessandro Benedetti e Costantino Ladisa, non si è mai arrestata. Con una media di un centinaio di date l'anno si sono prefissati il compito di portare in giro in Italia e in Europa, quella che viene chiamata "Disco Music" e che era suonata da band numerose come gli Earth Wind & Fire, gli Chic, Barry White, Kool & The Gang e tanti altri. Per creare uno spettacolo così ricco, la band originale (composta anche da Andrea Merli alla batteria, Alessio Scialò alle tastiere e l'argentino Pablo Oliver alle percussioni) ha scelto il talento vocale dell'affascinante Francesca Silvy.
Parte oramai integrante della band sono anche altri due elementi diventati fondamentali: Alberto Lombardi alla chitarra (già chitarrista per gli ORO e produttore dell'ultimo album di Rosario di Bella) e Pietro Pellegrini alla tromba.
Ma sono ancora numerose le collaborazioni ai loro live acts: dalla poderosa sonorità vocale di Fulvio Tomaino (Primo Classificato al Festival Europeo del Blues svoltosi a Londra nel 2003) a quella splendida di Wendy Lewis (sua la cover di "In alto mare" della Bertè uscita a nome 2 Black). Da Orlando Johnson (celeberrima voce black della Dance) a Mara, Gioia Biasini e Simona Rizzi, fino ad arrivare agli ottoni di Settimio Savioli, Sergio Vitale, Franco Santodonato e Walter Fantozzi

 

DA DOMENICA 8 A MARTEDI 10 MARZO

IL BIG MAMA E' CHIUSO

 
 

MERCOLEDI

11

MARZO

ALESSIA PIERMARINI

SINTH O MATIC

Ingresso

libero

Prenota

alessiaCantante, songwriter, pianista, loop artist, blogger e poetessa urbana, Alessia Piermarini è nata e cresciuta a Roma. Il suo mondo ruota intorno al Soul, al Jazz, r&b e allo Spoken word Poetry.
Il suo primo disco esce nel 2008 “PG Major 7” riceve da subito un feedback molto positivo anche all’estero. Nello stesso anno ha la possibilità di aprire il concerto dell’artista Ursula Rucker e più di recente ha l’onore di condividere il palco con il pianista-vocalist Frank McComb, ospite del suo concerto al Jazz Cafè di Londra.
L’artista vive tra Londra e Roma e il suo nuovo album è appena uscito: primo singolo dell’album è Back home, un brano dalle sonorità jazz e dal groove laid back, un sound acustico e raffinato e un ritornello molto accattivante. Il pezzo ha un’ospite eccezionale: una delle artiste più rilevanti del movimento Nu Soul diPhiladelphia (il cosiddetto Philly Soul) Jaguar Wright, già popolare per le sue collaborazioni con il gruppo dei The Roots e con Jay-Z.
La scaletta dell’album include brani originali, poesie e un paio di cover di hit degli anni ’80: Alessia ha arrangiato “Beat it” (M. Jackson) e “Into the groove” (Madonna) reinterpretandole con il suo stile. Alcuni dei brani sono esperimenti vocali, creati con l’aiuto di un microfono e della loop station, armonizzazioni e beat box costruiti e utilizzati come base per i testi poetici presi dal suo popolare blog “Io, Alessia e sua sorella”.
Synth o matic è uscito il 12 Gennaio 2015 per BeYourself Recordings ed ha già ottenuto critiche entusiastiche da parte di Soul Brother e della popolare rivista di musica black inglese Echoes. Oltre che sul web (Itunes, Amazon) il disco si può trovare presso lo storico negozio Soul Brother di Londra e in Italia da Vinyl Brokers, a Milano, sede dell’etichetta discografica.
alessiaI musicisti che hanno suonato in Synth o matic e accompagneranno l’artista al Big Mama sono apprezzati talenti del panorama italiano: di background jazzista, ma hanno saputo brillantemente accostarsi ad un genere diverso: il Nu Soul. Alberto Parmegiani, raffinato chitarrista attivo da più vent’anni sulla scena jazz italiana ed internazionale: in uscita il suo nuovo disco per l’etichetta A.ma Records.
Martino Onorato è pianista, arrangiatore e tastierista coinvolto in diversi progetti, tra cui quello dello storico gruppo romano dei Funkallisto. Paolo Grillo (basso) e Valerio Vantaggio (batteria) sono le nuove leve del jazz e già apprezzatissimi talenti della scena romana e non. Aldo Bassi non ha certo bisogno di presentazioni: trombettista e compositore nonchè autore di musica per film, di estrazione jazzista ha all’attivo diversi dischi e collaborazioni con artisti quali Mike Stern, Tony Scott, Roberto Gatto, Enrico Rava, Antonello Salis, non ultima la PMJO l’orchestra di Giammarco con cui ha girato in tour tutto il mondo.


Alessia Piermarini: vocals, piano & loop station Martino Onorato: piano Alberto Parmegiani: guitar Paolo Grillo: double bass - Valerio Vantaggio: drums Feat Aldo Bassi: trumpet

ascolta i brani su Soundcloud - il canale Youtube di Alessia

 

GIOVEDI

12

MARZO

MARCO RINALDUZZI

& MALELINGUE

Ingresso

libero

Prenota

malelingueEsordio per una nuova formazione curata e prodotta dall'infaticabile Marco Rinalduzzi, musicista e produttore tra i più apprezzati in Italia. Si presenta così per la prima volta il trio MALELINGUE, formato da tre ottime vocalist di grande esperienza: SERENA CAPORALE, CLAUDIA ARVATI, LETIZIA LIBERATI. Con loro ci sono sul palco: MARCO RINALDUZZI (Chitarre), MARCO SINISCALCO (basso), MARCO MONACO (Batteria)

Chitarrista, compositore, arrangiatore, produttore, Marco Rinalduzzi un giorno incontra Jimi Hendrix e arriva il primo shock, che dura fino all’ascolto di John Coltrane e del grande Jazz, passando per la musica classica. Professionalmente nasce come chitarrista, studiando la chitarra classica per tanti anni e suonando nei club romani; in seguito nei locali di tutta Europa e infine sulle navi da crociera. Poi inizia l’attività di session man con moltissimi artisti italiani e internazionali, sia dal vivo che in studio di registrazione: Riccardo Cocciante, Patty Pravo, Nada, Luca Barbarossa, Mina, Lucio Dalla, Ron, Gianni Morandi, Antonello Venditti, Claudio Baglioni, Zucchero, Sting, Keith Emerson, Tony Esposito, Brian Auger, GeGè Telesforo, Mike Francis, con il quale fa acclamatissime tourneè in tutto il mondo. Suona con grandi jazzisti italiani e internazionali come Giovanni Tommaso, Roberto Gatto, Danilo Rea, Maurizio Giammarco, Ben Sidran, Phil Woods.
Suona in colonne sonore con grandi maestri e direttori d’orchestra tra cui: Ennio Moricone, Armando Trovaioli, Nicola Piovani, Piero Piccioni, Bruno Canfora, Gianni Ferrio, Peppe Vessicchio (con il quale ha ancora un rapporto speciale, di stima e amicizia), Gianfranco Lombardi, Ritz Ortolani, Vito Tommaso, Tommaso Vittorini, Gianni Mazza, Fabio Frizzi al quale deve un grazie molto speciale per averlo introdotto in questo ambiente. Ha anche l’onore di partecipare a un’edizione dei GOBLIN di Fabio Pignatelli, incidendo un disco cantato in italiano e varie colonne sonore. Quindi arrangia dischi e brani per Mike Francis, GeGè Telesforo (con i quali instaura una grande amicizia e con cui collabora tuttora), Teresa De Sio, Paola Turci, Nada (con Fabio Pignatelli) e quindi arrangia e produce (con la coproduzione di Massimo Calabrese) GIORGIA, componendo insieme a lei e a Massimo Calabrese tutte le canzoni del suo primo disco, compresa “E Poi”.
Contemporaneamente viene chiamato da Calabrese e Alfredo Posillipo, a formare il gruppo “della sua vita”, gli “IO VORREI LA PELLE NERA”, un agglomerato di grandi amici e musicisti che formano una famiglia itinerante suonando nella capitale e in Italia per molti anni. In seguito a queste esperienze fonda l’etichetta “I PILOTI”, con Massimo Calabrese. Quindi arriva il grande Alex Baroni, Zenima, Petra Magoni, Alessandro Pitoni, Serena C, Flavia Astolfi, Stefania Calandra, Jacqueline Ferry, Diesis, Monica Hill, Andrea Veschini e moltissimi nuovi giovani talenti.
“Ovviamente, è doveroso citare in maniera speciale ALEX BARONI, non solo per ovvii motivi, ma perchè si era instaurato un rapporto speciale fatto di enorme stima reciproca e di grande amicizia dimostrata da 6 anni di lavoro colmato in tre dischi, più di duecento concerti e tanto tempo passato insieme a ridere, scherzare e fare musica. Un pensiero speciale anche per il grandissimo Marco D’Angelo con il quale Marco e Massimo hanno composto quasi tutte le canzoni cantate da Alex. E’ uscito un disco l’anno scorso, intitolati “C’E’ DI PIU’” con il materiale tenuto da parte in questi anni. La speranza è quella di averlo realizzato al massimo, con grande amore ed emozione, in ogni momento. Grazie ALEX.” Nel 2001, invitato da Michele Torpedine, produce e arrangia un bellissimo concerto di Andrea Bocelli registrato su DVD e distribuito solo negli Stati Uniti, a capo di un gruppo straordinario formato da: Tullio De Piscopo, Danilo Rea, Gigi De Rienzo, Claudio Storniolo, Aiden Zammit e il giovanissimo Davide Aru.Collabora anche in teatro con il suo amico Rodolfo Laganà per le musiche di due spettacoli teatrali di grande successo. Partecipa al progetto lounge di MIKE FRANCIS, Mystic Diversion, registrando 4 pezzi di sua composizione e partecipando alle varie presentazioni live. Partecipa alla registrazione live del disco di Antonello Venditti “CAMPUS” e al lunghissimo tour che segue. Intanto continua la sua attività di session man, di arrangiatore e di produttore artistico. Ha appena terminato un lungo tour come chitarrista di Claudio Baglioni.

  

VENERDI

13

MARZO

SARA BERNI

BLUES BAND

Ingresso

libero

Prenota

saraTorna la nuovissima Blues band della vocalist Sara Berni, che molti ricordano come front line della soul orchestra Bianca Blues e i Sette Soul. Accompagnata stavolta da Muzio Marcellini alle tastiere, Luca Trolli alla batteria, Andrea De Luca alle chitarre e Mimmo Catanzariti al basso, proprorrà una lunga serie di brani di successo di Ray Charles, Aretha Franklyn, Etta James, ma anche "Feeling Alright" di Dave Masson o ballad come "Ain't no sunshine" di Bill Whiters con il sound arcaico della Lap Steel guitar.

Una esibizione ricca di pathos, come da sempre ci ha abituati Sara, per un viaggio musicale esaltante ed elettrizzante. Una serata davvero da non perdere !!

Sara Berni Blues Band official website

Sara Berni Blues Band su Facebook

 

SABATO

14

MARZO

SISTER DYNAMITE

& THE FUNKY BULLETS

Ingresso

libero

Prenota

sister

Syster Dynamite ed i suoi Funky Bullets sono una esplosiva band di Soul, Funky & Rithm'n'Blues. Una poderosa sezione fiati accompagna la voce di Simona Altea, per anni al fianco di Gino Marulla e la sua orchestra.
Un repertorio che non lascia spazio ad alcun dubbio: James Brown, Aretha Franlyn, Marving Gaye, Ray Charles per una serata di Black Music in cui sarà davvero difficile per chiunque non farsi trascinare...!!!
Questa serata di esordio della neonata foprmazione romana, è però un gradito ritorno dal momento che tutti musicisti coinvolti sono di casa sul palco del Big Mama.
Simona Altea (voce), Marco Selmi (basso), Stefano Napoleoni (batteria), Paolo Ligori (chitarra), Luigi Carbone (tastiere), Giovanni Di Palermo (percussioni), Massiliano Spina (sax tenore), Adriano Mattei (sax baritono), Alessandro D'Angelo (sax contralto)

 

DA DOMENICA 15 A MARTEDI 17 MARZO

IL BIG MAMA E' CHIUSO

 
 

MERCOLEDI

18

MARZO

FADE

Ingresso

libero

Prenota

FADEUna amicizia e una collaborazione musicale che dura da quasi 20 anni, iniziata con il gruppo gospel VOCINTRANSITO e proseguita lungo tante strade, l'ultima sfociata in un nuovo progetto artistico, quello di una "Two Girls Band". Si consolida così l'unione tra due artiste molto apprezzate sulla scena romana, Desiree Petrocchi (chitarra e voce) e Fabiola Torresi (basso e voce). Entrambe utilizzano anche piccole percussioni e ninnoli vari, per arricchire e colorire il loro sound.
Il repertorio è fatto di blues, rock & soul, da Chris Rea ai Depeche Mode, da Joss Stone a John Legend, dai Cranberries a Prince e ai Nirvana, ma ci sono anche brani originali di loro composizione, che saranno la colonna portante dell'album che le due musiciste romane stanno registrando. Anche gli arrangiamenti sono originali, e danno risalto alle loro doti vocali: un duo insolito ed emozionante che amerete fin dal primo ascolto!

 

GIOVEDI

19

MARZO

MASSIMO CARLOTTO

& LA TRIADE

Ingresso

libero

Prenota

triadeRoberto Paggio (organo, piano e voce), Antonio Santirocco (batteria e voce) e Gabriele Stabile (chitarra e voce) sono amici da sempre, ma costituiscono il gruppo solo un anno fa.
In una notte insonne Gabriele, appassionato lettore di Carlotto e delle avventure dell'Alligatore, produce l'elenco di tutti i blues citati dal detective nel corso delle sue storie e la band comincia a suonare quelle canzoni rendendosi conto che calzano con improbabile eleganza le vesti cucite e rammendate da un organ trio.
Durante l'estate del 2014 La Triade registra il suo primo disco intitolato Le Prove che documenta questa fase sperimentale. Naturalmente il disco viene spedito a Massimo Carlotto che ne rimane colpito al punto di inserire La Triade nel nuovo romanzo dell'Alligatore e di proporre alla band un reading-concerto per l'uscita dello stesso.
L'appuntamento è fissato al Big Mama di Roma per giovedì 19 marzo quando Massimo Carlotto e La Triade divideranno il prestigioso palco trasteverino mescolando per una sera i blues e le avventure dell'Alligatore. Preparandosi all'evento, La Triade coinvolge l'amico-attore Stefano Viali per sperimentare la fusione fra blues e narrazione, fra canzoni e momenti topici delle storie già edite dell'Alligatore. Un breve estratto di queste sperimentazioni verrà proposto il 19 marzo; il piatto forte della serata sarà però la presenza di Massimo Carlotto e la presentazione dell'ultima avventura dell'Alligatore.
Nella scaletta dell'evento troveranno spazio i blues citati nelle storie dell'Alligatore come Reconsider Baby di Lowell Fulson, Little Rain di Jimmy Reed, I'm a Man di Bo Diddley, I Put a Spell on you di Screaming Jay Howkins, My Baby di Little Walter, Crossroads Blues di Robert Johnson, Two Steps from the Blues di Bobby Blue Blend, Too many more Years di Albert King, solo per citare le più popolari da un elenco di oltre trenta titoli....
Nel 2015 l'Alligatore compie 20 anni e il 19 marzo sarà soprattutto una festa per i suoi blues e le sue storie.

carlottoIl libro - Padova. Guido Di Lello, un tranquillo professore universitario, scompare all’improvviso. Tutti lo cercano ma sembra svanito nel nulla. Dopo qualche mese il suo caso finisce tra quelli insoluti, la sua fotografia mescolata a quelle degli altri scomparsi. Solo una donna conosce la verità: Oriana Pozzi Vitali, la sua amante segreta, appartenente a una ricca e nota famiglia di industriali svizzeri. Ha preferito il silenzio per evitare di essere coinvolta ma alla fine, travolta da un insostenibile senso di colpa, si confida con un’avvocatessa che le consiglia di rivolgersi all’investigatore senza licenza Marco Buratti, detto l’Alligatore.Buratti accetta e inizia a indagare insieme ai suoi soci Beniamino Rossini e Max la Memoria. All’inizio sembra un caso senza speranze, poi un labile indizio li conduce sulla pista giusta e i tre si trovano coinvolti in una torbida storia che li costringerà a scontrarsi con la raffinata mente criminale di Giorgio Pellegrini (protagonista di Arrivederci amore, ciao e Alla fine di un giorno noioso).Una partita mortale in cui entrerà anche Giulio Campagna, un poliziotto molto particolare che in tutta la sua carriera non ha mai agito secondo le regole.I protagonisti di questo romanzo sono i sopravvissuti di un mondo malavitoso che va scomparendo e lotteranno senza esclusione di colpi per non essere sconfitti dagli avversari e dal tempo.


carlottoL’autore - Massimo Carlotto è nato a Padova nel 1956. Scoperto dalla scrittrice e critica Grazia Cherchi, ha esordito nel 1995 con il romanzo Il fuggiasco, pubblicato dalle Edizioni E/O e vincitore del Premio del Giovedì 1996. Per la stessa casa editrice ha scritto: Arrivederci amore, ciao (secondo posto al Gran Premio della Letteratura Poliziesca in Francia 2003, finalista all’Edgar Allan Poe Award nella versione inglese pubblicata da Europa Editions nel 2006),La verità dell’Alligatore,Il mistero di Mangiabarche,Le irregolari,Nessuna cortesia all’uscita (Premio Dessì 1999 e menzione speciale della giuria Premio Scerbanenco 1999), Il corriere colombiano, Il maestro di nodi (Premio Scerbanenco 2003), Niente, più niente al mondo (Premio Girulà 2008), L’oscura immensità della morte, Nordest con Marco Videtta (Premio Selezione Bancarella 2006),La terra della mia anima(Premio Grinzane Noir 2007), Cristiani di Allah (2008), Perdas de Fogu con i Mama Sabot (Premio Noir Ecologista Jean-Claude Izzo 2009), L’amore del bandito (2010), Alla fine di un giorno noioso (2011), Il mondo non mi deve nulla (2014) e la fiaba La via del pepe (2014).Per Einaudi Stile Libero ha pubblicato Mi fido di te, scritto assieme a Francesco Abate, Respiro corto, Cocaina (con Gianrico Carofiglio e Giancarlo De Cataldo) e, con Marco Videtta, i quattro romanzi del ciclo Le Vendicatrici (Ksenia, Eva, Sara e Luz). I suoi libri sono tradotti in molte lingue e ha vinto numerosi premi sia in Italia che all’estero.Massimo Carlotto è anche autore teatrale, sceneggiatore e collabora con quotidiani, riviste e musicisti.

  

VENERDI

20

MARZO

BLUE STUFF

Ingresso

libero

Prenota

blue stuff

I BLUE STUFF nascono a Napoli nel 1982, grazie all'iniziativa di Mario "Blue Train" Insenga, già animatore di un precedente progetto musicale che aveva dato vita ai Blue Box. Sin dall'inizio la band si caratterizza come una sanguigna blues band fedelmente dedita al Chicago Style. Così, mentre apparentemente i BLUE STUFF sembrano impegnati in un coerente recupero di un certo blues ilologico. Di fatto però, attraverso le loro performance, dimostrano come un linguaggio musicale antico possa rimanere di grande attualità e di grande coinvolgimento emotivo. La semplicità ed immediatezza delle strutture ritmiche, la pulizia degli schemi armonici e melodici, il calore della voce e, soprattutto, la passione per il blues e più in generale per la musica, fanno del suono BLUE STUFF un esempio di vitalità musicale.
Infatti il tratto saliente del progetto sta nel fatto che esso "brilla di luce propria", ciò a dire che i BLUE STUFF suonano del Chicago Blues, ma l'originalità delle loro composizioni li pone come una blues band viva e pulsante. D'altronde, testimonianza della vitalità di questo gruppo e' la sempre calda accoglienza ricevuta da parte del pubblico che non resta mai impassibile di fronte alla irresistibile miscela di musica, simpatia e spettacolarità. Sul finire del 1991 nasce le collaborazione con Joe Sarnataro, ovvero l'alter ego blues di Edoardo Bennato. Nasce così il disco "E' Asciuto Pazzo 'O Padrone", colonna sonora di un musical e con un lungo tour europeo. Nel 1994 a esce "L'Acqua e' Poca" per la Sony, nel 1999 "Roba Blues" per la Cheyenne Records che pubblica anche l'ultimo lavoro "Altra Gente, Altro Blues" un nuovo CD che vede - tra gli altri - la partecipazione del polistrumentista partenopeo DANIELE SEPE. Il disco, che contiene 11 tracce originali,è una ulteriore testimonianza della capacità di questa band di saper comporre e suonare brani propri, affiancando al blues il dialetto napoletano, senza perdere il carattere dominante di questa musica.


OFFICIAL WEBSITE BLUE STUFF -  IL CANALE VIDEO DEI BLUE STUFF

 

SABATO

21

MARZO

RIDING SIXTIES

Beatles vs Stones

Ingresso

libero

Prenota

ridingLa band - in attività da oltre 20 anni - nata per un concerto di fine anno in una scuola, si è distinta nel tempo per la sua ricerca musicale e il sound. Il repertorio enciclopedico dei Riding spazia dai Rolling Stones, di cui sono la prima coverband italiana, ai Beatles. La loro performance si chiama appunto “Beatles VS Rolling Stones”.
Sono stati il primo gruppo (o "complesso" come preferiscono definirsi con un termine ironicamente vintage) a fare delle sonorità e del mondo Beat un genere della musica live di oggi in Italia. Il loro menù include i grandi protagonisti della British Invasion: Kinks, Who,Animals, Them,Troggs e gli artisti di quel movimento anglo-italiano che è il Beat nostrano: Equipe 84, Rokes, Corvi, Primitives, Caselli. Infine Dylan, il Maestro americano, a cui possono dedicare un’intera serata (Mr Tambourine Band). Il loro ultimo CD “Coverband” esprime il loro orgoglio nell’essere stati tra i primi in Italia a promuovere il fenomeno attuale delle cover. Su questo punto intendono essere chiari: “Si parla di Cover e Tribute band a seconda che la band presenti una sua versione dei brani o punti pedissequamente a riprodurre sound e aspetto scenico degli artisti originali, imitandone gesti, posture, costumi fino ad arrivare all’uso delle parrucche. Ora, alcuni sono talmente bravi che riescono veramente nell’illusione scenica, che però nella maggior parte dei casi accentua drammaticamente le differenze tra “copia” e originale.
Per noi il Rock dei 60, partendo da Beatles, Rolling Stones, Bob Dylan fa parte del repertorio della musica classica in senso stretto. Sui manifesti alla Scala in occasione dei concerti del maestro Muti non c’è scritto “Cover Beethoven”. E il maestro non si mette la parrucca alla Mozart o alla Bach a seconda del repertorio che esegue. La musica è un’arte interpretativa. Prende vita nel momento in cui qualcuno la suona. Si può eseguire ed interpretare in modo più o meno corretto, convincente e personale. E gli ascoltatori devono giustamente giudicare le differenze tra chi suona, e trarne le conseguenze”. Il pubblico ha dimostrato negli anni un affetto ed una stima sempre maggiori perle esibizioni dei Riding Sixties, nteressanti come una lezione-concerto e divertenti come una festa liceale. Diverse le personalità tra i componenti del gruppo: i due “vecchi” testimoni dell’epoca, Pietro Maria Tirabassi, voce e chitarra, e Enzo Civitareale, batteria e voce, che ha suonato con i mitici Corvi nel 1970. I “giovani” aggiungono un tocco di attualità al sound del gruppo: Marco Bertogna (monsieur Bertognaque), basso e voce, Simone Rauso (il Rauso), voce e chitarra, e “il maestro” Alberto Bolli al piano e voce. Il “complesso” dei Riding Sixties, oggi imitatissimo, ha raccolto anche il consenso e, a volte, la collaborazione di artisti come Francesco De Gregori, Shel Shapiro, Luigi Grechi, Roberto Ciotti, Lello Panico, Fulvio Tomaino.

RIDING SIXTIES OFFICIAL WEBSITE - 20 anni di Riding Sixties (video)