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riccardo_rinaudoMotown Sessions di RICCARDO RINAUDO è una formazione che propone i più bei successi della storica etichetta MOTOWN RECORDS, a partire dalla fine degli anni 60 fino alla fine del secolo scorso. Brani famosi ma anche molte canzoni meno note, tutte magistralmente eseguite dalla voce di Riccardo Rinaudo, uno dei migliori vocalist in circolazione nel nostro paese. L’elenco delle sue collaborazioni è pressoché infinito, durante la carriera ha cantato e inciso con artisti come Claudio Baglioni, Francesco Renga, Michael Sembello, Tuck & Patti, Massimo Ranieri, Michele Zarrillo,  Fedez, Max Gazzè, Niccolò Fabi, Alex Britti, Simone Cristicchi, Enrico Ruggeri, Fabio Concato, Anna Tatangelo, Bianca Atzei, Dear Jack, Valerio Scanu, Luca Barbarossa, Pooh, Il Volo, Franco Califano, Neri Per Caso, Patti Pravo, Giorgia, Alan Sorrenti, Renato Zero, Tiromancino, Teresa De Sio, Audio 2, Don Backy, Mario Venuti, Noemi, Simona Molinari, Frankie Hi-Energy, Renzo Arbore, Povia, Alexia, FR David, Peppino Di Capri, Karima, Tullio De Piscopo, Enzo Avitabile, Marco Rinalduzzi, Mannarino, Edoardo Vianello, Tony Renis, Jimmy Fontana, Alberto Fortis, Tony Esposito, Malika Ayane, Nek, Anna Tatangelo, Gianni Morandi, The Kolors, Gazebo, Ami Stewart, Antonello Venditti, Marco Mengoni, Carmen Consoli, Luca Jurman, Mario Biondi, Fabrizio Palma e molti altri ancora.

motownLA MOTOWN RECORDS – Se oggi praticamente non esiste genere musicale che non attinga dalla musica afroamericana, è grazie a persone come Berry Gordy. Si deve infatti a questo ex pugile di Detroit, afroamericano con il pallino per gli affari, la prima grande integrazione razziale nel mondo della musica a stelle e strisce. Fu grazie alla sua etichetta discografica, la Motown Record Corporation, che la black music sfondò nelle case dei bianchi, piazzandosi spesso e volentieri ai vertici delle classifiche di vendita e creando un marchio di fabbrica – «il suono della giovane america», era lo slogan – che avrebbe segnato un’epoca, rivelando al mondo artisti di colore come Marvin Gaye, Diana Ross, Supremes, Stevie Wonder, Temptations, Smokey Robinson e soprattutto l’undicenne Michael Jackson, dapprima nelle vesti di cantante-mascotte dei Jackson 5, band che includeva i fratelli maggiori Jackie, Jermaine, Tito e Marlon, successivamente in quelle di solista. Una rivoluzione culturale iniziata 50 anni fa e celebrata da un triplo cd dal titolo «Motown 50 – Yesterday, today, forever», cui farà seguito, nel corso del 2009, la riedizione dei dischi cult dell’etichetta.
Era il 12 gennaio 1959 quando Gordy, che aveva firmato la hit «Lonely teardrops» incisa da Jackie Wilson and the Matadors, si mise in testa che, per far soldi, doveva avere il controllo sull’intero processo discografico: dall’ideazione alla pubblicazione del brano. Fu così che naque la Tamla Records e, poco dopo, la label “sorella” Motown (dalla contrazione di «motor town», così come era chiamata Detroit, capitale dell’industria automobilista Usa), entrambe confluite nella Motown Record Corporation. Inconfondibile la ricetta usata da Gordy e dal suo braccio destro Smokey Robinson: un misto di soul e r&b in salsa pop fatto di prepotenti linee di basso, onnipresenti sovraincisioni, botta-e-risposta funkeggianti e abbondante uso di percussioni e coretti. Basti citare, a titolo d’esempio, quella «I want you back» che costituisce il primo successo dei Jackson 5, datato 1969. Applicata a un modo di produzione a “catena di montaggio”, questa formula sonora consentì alla Motown di piazzare oltre cento singoli nella Top 10 statunitense e 31 numero uno nel periodo compreso dal 1961 al 1972, anno in cui l’etichetta traslocò a Los Angeles, iniziando quel lento declino che la portò ad accasarsi nella famiglia Universal.

Riccardo Rinaudo (voce) – Aidan Zammit (tastiere) – Alfredo Bochicchio (chitarra) – Patrizio Sacco (basso) – Daniele Leucci (percussioni) – Marco Monaco (batteria)


 




 

 

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